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La delibera

Sanità, la denuncia di Rossetti (Pd): “Alisa interrompe l’assistenza domiciliare agli anziani”

La delibera dellì8 luglio prevede il ritorno dei servizi in presenza se il 95% dei sanitari della struttura è vaccinato, ma per privacy le stesse strutture non hanno questo dato

anziani, centro diurno,

Genova. “La delibera 253 dell’8 luglio 2021 di Alisa dà delle disposizioni sorprendenti”, commenta il consigliere regionale del Partito Democratico Pippo Rossetti. “Durante la pandemia i centri semi residenziali non hanno aperto per evitare lo spostamento degli ospiti, e il personale è stato incaricato di seguire i pazienti a domicilio, in modo da garantire, sebbene in maniera modificate, le attività di assistenza necessarie”.

“Ora, la delibera 253 dispone che, a partire dal 15 luglio 2021, vengano interrotti gli interventi domiciliari e da remoto e che le attività ripartano in presenza con la condizione che personale e ospiti siano vaccinati in misura superiore e/o uguale al 95%. Peccato che Alisa ignori di non aver comunicato alle strutture qual è il personale vaccinato, visto che le strutture, per motivi di privacy, non ne sono a conoscenza. Per cui, gli enti sono impossibilitati ad aprire a causa dell’inefficienza di Alisa che non ha trasmesso l’elenco degli operatori vaccinati”.

Ma la conseguenza peggiore è che gli anziani rimarranno senza diurni e senza assistenza domiciliare: “I vertici di Alisa – aggiunge Rossetti – forse ignorano che tutti, compreso il presidente della Regione, nonché assessore alla salute, Giovanni Toti, dicono che si devono rafforzare i servizi domiciliari, mentre questa delibera va nella direzione opposta”.

“Ci saremmo aspettati un tempo di apertura compatibile con i processi autorizzativi e di trasferimento di informazioni tra Alisa e gli enti privati, ma soprattutto, è assurdo sospendere quei servizi domiciliari che dovrebbero invece essere ampliati. Inoltre i tempi imposti per la riapertura sono troppo brevi (le strutture sono state informate della delibera circa cinque-sette giorni dopo l’approvazione) e soprattutto non sono giustificati, visto che l’emergenza pandemica dura fino a dicembre”.

Tempi ristetti che hanno causato un altro problema: “Altra condizione chiesta da Alisa, e che è impossibile da rispettare sempre per i tempi ristretti della comunicazione, è la richiesta che le ASL autorizzino l’utilizzo di locali aggiuntivi messi a disposizione per far rispettare il distanziamento. Però Alisa non si è accorta che, laddove le strutture riuscissero a mandare le planimetrie, le ASL in sei giorni non sarebbero in grado di darne l’autorizzazione”.

E infine: “Se avevamo colto come positivo il superamento della gestione del precedente commissario straordinario Walter Locatelli, i primi atti della nuova gestione ci inducono a credere che le cose potrebbero peggiorare. Per cui sarebbe opportuno che Toti assessore alla sanità vigilasse sugli atti”, auspica il consigliere regionale del Partito Democratico.

“Noi chiediamo il ritiro delle delibera 253 di Alisa; un programma condiviso con le strutture per la riapertura, e laddove non sia possibile, il mantenimento dell’attività presso il domicilio degli anziani”, chiede Rossetti.

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