La Sampdoria di D'Aversa: "Un mix di giovani ed esperti, spero di poter valorizzare Damsgaard" - Genova 24
Presentazione

La Sampdoria di D’Aversa: “Un mix di giovani ed esperti, spero di poter valorizzare Damsgaard”

Il mister conferma di aver avuto garanzia che in caso di cessioni importanti il sostituto sarà all'altezza, nessuna svendita

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Genova. Compie gli anni il 12 agosto, lo stesso giorno in cui la Sampdoria è nata. Quest’anno festeggerà doppiamente Roberto D’Aversa.

Il nuovo mister blucerchiato è stato presentato al Luigi Ferraris dal presidente Massimo Ferrero e da Carlo Osti nella veste di nuovo direttore dell’area tecnica, che si occuperà quindi non più solo della prima squadra ma anche della nuova divisione femminile (oltre che del calcio a 5).

Con il presidente, prima della firma, D’Aversa si è incontrato tre volte: “Ho conosciuto una persona in un ambito famigliare positivo. Più che il presidente ho conosciuto l’uomo”.

“Per me la Sampdoria è un club tra i più prestigiosi d’Italia – dice D’Aversa – e succedere a un esempio come Ranieri, che ringrazio con grande stima e affetto, è un grande privilegio, come occupare la panchina che fu di Vujadin Boskov, un maestro nella comunicazione oltre che grande allenatore. Questo è un sogno che si avvera e spero di esserne all’altezza”.

D’Aversa da giocatore ha segnato il suo unico gol in serie A da giocatore proprio contro la Sampdoria al Ferraris quando militava nel Siena (un calcio di punizione) nella stagione 2003/2004. La conferenza stampa di oggi chiarisce definitivamente il motivo di un’esultanza con tanto di maglia levata da parte di un ex giocatore blucerchiato (D’Aversa militò per sei mesi nella Sampdoria nel 2001): “Il rispetto non si vede dalle esultanze, quel giorno il mio capitano mi aveva stuzzicato perché ancora non avevo mai segnato. Per me è giusto rappresentare la felicità in questo modo”.

Entrando nel merito del lavoro che lo attende, intanto chiarisce a livello tattico che il modulo potrebbe non essere il suo preferito: il 4-3-3. “Il sistema di gioco lo determinano i giocatori. Per esempio Quagliarella, il nostro capitano, preferisce avere un uomo vicino. Lui è un esempio per tutti quanti, valuteremo in che modo utilizzarlo. È importante come si interpretano le due fasi, non i numeri”. Come il mister spera di poter utilizzare Damsgaard, esploso in questo campionato europeo. “Mi auguro di averlo la prossima stagione per poterlo valorizzare ancora di più”. Chi quest’anno potrebbe fare ancora meglio, secondo D’Aversa, è Silva: “Non è facile ambientarsi nel campionato italiano, ma come è accaduto l’anno scorso per Thorsby che è esploso quest’anno, sono certo capiterà anche a lui”.

Un mix di giovani ed esperti da gestire e la garanzia che in caso di cessioni importanti, il sostituto sarà all’altezza, niente svendite a quanto pare. Questo ha convinto D’Aversa ad accettare il progetto della Sampdoria, che negli ultimi anni, sottolinea il mister, ha sempre “fatto un lavoro di scouting molto importante, da Muriel a Zapata, ma alla base di ogni risultato c’è la società, il lavoro dello staff e del gruppo giocatori.

La gestione di uno spogliatoio non è mai facile e D’Aversa elenca quei pochi ingredienti che fanno una squadra: “Lo spessore umano è la differenza tra calciatori medi e grandi calciatori. Lo si rivede anche oggi. Spero che alcuni elementi, a partire dal capitano, trasmettano al resto del gruppo il senso di appartenenza, il rispetto delle regole. Fondamentale è la creazione di un gruppo di lavoro durante la settimana. Essere squadra all’interno del campo”.

Alla prima squadra di sicuro si aggregherà qualche giovane della Primavera, anche in attesa del rientro dei giocatori impegnati con le Nazionali.