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Parere

Ponte Morandi, M5s: “Non costituirsi parte civile entro l’udienza preliminare è un grande rischio per il Comune”

Continua la battaglia dei pentastellati che hanno chiesto il parere di alcuni legali. Anche i parenti delle vittime hanno lanciato un appello all'amministrazione

Generico luglio 2021

Genova. Chiedono un consiglio comunale monotematico sul tema, e in fretta, ma chiedono soprattutto al Comune di Genova di dare una spiegazione valida per cui ancora non abbia deciso di costituirsi parte civile al processo sul crollo di ponte Morandi che prenderà il via a ottobre in tribunale.

Stando al parere legale degli avvocati interpellati dal M5s di Genova “non esercitare la facoltà di costituirsi parte civile all’udienza preliminare del processo su ponte Morandi comporta più di un rischio, fra tutti quello di perdere irrimediabilmente questa facoltà nei confronti di tutti quegli imputati che dovessero optare per i riti alternativi, come rito abbreviato o patteggiamento”.

E la scadenza per evitare questo rischio è quindi il 15 ottobre, hanno sottolineato i consiglieri comunali genovesi del Movimento 5 Stelle durante una conferenza stampa alla quale era collegato in videocall anche l’ex ministro Danilo Toninelli. Alla conferenza stampa anche il consigliere regionale Fabio Tosi e l’ex sottosegretario Roberto Traversi.

Il parere degli avvocati è stato formulato nell’ambito della richiesta da parte del M5s a Tursi della presentazione di una mozione per chiedere, appunto, al Comune di costituirsi parte civile. Il segretario generale del Comune ha definito la mozione inammissibile perché troppo anticipatoria. Ma così non è secondo gli esperti di diritto.

“Il rinvio della decisione di eventualmente costituirsi parte civile all’udienza dibattimentale, tralasciando completamente quella preliminare – si legge nel parere di Daniele Pomata, penalista ed Enrico Vignola, amministrativista – comporta una rischiosa abdicazione dai diritti e facoltà di parte del processo e, non a caso, costituisce nella prassi un’eventualità rarissima, specie in processi così importanti come quello che riguarda il crollo di ponte Morandi”.

Gli avvocati del M5s, inoltre, sono convinti che non sia affatto una buona alternativa l’eventuale proposizione da parte dell’amministrazione di un’azione risarcitoria in sede civile. In parte perché i procedimenti civili hanno tempi più lunghi di quelli penali e poi perché, senza poter contare sull’attività istruttoria dei pm, l’onere di provare la sussistenza dei presupposti per la causa sarebbe tutto sulle spalle del Comune stesso.

“Abbiamo chiesto intanto un incontro con il prefetto di Genova per il continuo rinvio da parte dell’amministrazione comunale della mozione presentata ormai il 26 maggio scorso sul tema”, spiega Luca Pirondini, capogruppo del M5s in Comune.

“Inoltre abbiamo chiesto anche di convocare al più presto un consiglio comunale monotematico al fine di intraprendere un percorso condiviso sull’opportunità che il Comune si costituisca parte civile”, aggiunge Stefano Giordano, il consigliere primo firmatario della mozione. Alla conferenza stampa anche Emmanuel Diaz, fratello di Henry, una delle 43 vittime del crollo del Morandi.

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