Piano Caruggi, prossimo step per il centro storico: rilanciare il Sestiere del Molo grazie alle associazioni - Genova 24
La città vecchia

Piano Caruggi, prossimo step per il centro storico: rilanciare il Sestiere del Molo grazie alle associazioni

Case di quartiere in ogni piazzetta e attività per rendere viva la zona anche di giorno. Intanto già stanziati 25 milioni nei primi sette mesi di operatività

Generico luglio 2021

Genova. Novembre 2020 – Giugno 2021. Sette mesi di operatività per il Piano Caruggi per cui il Comune ha già stanziati, in vari progetti, 25 milioni di euro. Il piano integrato comprende interventi per dieci ambiti (dalla mobilità alla sicurezza, dalle ristrutturazioni al sociale, passando per la rigenerazione urbana) con l’obbiettivo di migliorare la vivibilità del centro storico.

La verifica sull’andamento del piano Caruggi è stata presentata oggi nel salone di Rappresentanza di palazzo Tursi, con il sindaco Marco Bucci, gli assessori al Centro Storico Paola Bordilli e alla mobilità e rifiuti Matteo Campora, ma anche dei rappresentanti degli uffici tecnici, delle associazioni, le categorie dei commercianti e dei tanti soggetti coinvolti a vario titolo.

“Perché la grande caratteristica del piano Caruggi è la costante condivisione con chi nel centro storico vive, lavora, opera ed è presente da sempre” ha ricordato il sindaco Bucci che si è detto “soddisfatto degli obbiettivi centrati finora”.

Finora il capitolo più corposo, a livello di investimenti, è stato quello delle azioni intraprese per sostenere il commercio e le imprese. Si tratta di 8,4 milioni di euro per iniziative come il bando per il bonus affitti o l’esenzione della tassa di occupazione del suolo pubblico dei dehors. Altri 7,8 milioni sono stati stanziati per manutenzione e innovazione tecnologia, lavori su alcuni edifici pubblici come palazzo Tursi o il museo di Sant’Agostino, per fare solo alcuni esempi. Quattro milioni sono stati destinati ad azioni socio-educative, come il bando per gli educatori di strada e quello per il progetto contro lo spreco del cibo. 1,2 milioni sono i fondi messi sul piatto del piano pulizia, con l’apertura di nuovi ecopunti o l’implemento dello spazzamento.

Per quanto riguarda la gestione della “movida” stanziati 25 mila euro legati all’applicazione dell’ordinanza anti-alcol, controlli dinamici e fissi da parte della polizia locale e controlli fonometrici e ambientali negli edifici. Nei prossimi cinque anni il Comune conta di stanziare altri 112 milioni di euro.

“Al momento, anche oltre le aspettative, siamo molto avanti nel coinvolgimento delle associazioni al tavolo, abbiamo progetti di riqualificazione delle aree, singole piazzette, singoli vicoli, proposti da cittadini e reti associative – osserva il sindaco – siamo invece un po’ indietro sul capitolo delle ristrutturazioni degli edifici, pensavamo ci sarebbe stata una risposta più elevata da parte dei privati per quanto riguarda lo sfruttamento dei superbonus 90% e 110%, ma ci stiamo lavorando”.

Alla conferenza stampa in Comune sull’evoluzione del piano Caruggi a Genova è intervenuto anche Marco Montoli, presidente della cooperativa Il Ce.sto, capofila del “patto per la rigenerazione partecipata” per il Sestiere del Molo. “Insieme a 54 associazioni stiamo lavorando a una strategia per agire sugli elementi critici di questa parte del centro storico – ha spiegato – ovvero la forte frequentazione notturna, con i problemi di convivenza con i residenti di cui tutti sappiamo, ma di contro una desertificazione durante il giorno”.

E allora l’idea è quella di creare dei presidi con servizi di vario tipo in almeno 20 piazzette, con una vera e propria rete di case di quartiere. “Cercheremo inoltre di valorizzare i percorsi per portare genovesi e turisti alla scoperta di questa vasta area che va dal vecchio quartiere del Molo al porto antico, fino a Sarzano e a San Lorenzo – continua Montoli – concentrandoci particolarmente anche sui giovani”. Per questo capitolo del piano Caruggi saranno stanziati 3,5 milioni in 5 anni. Le associazioni si impegneranno a investire, con fondi propri, il 30% rispetto al denaro pubblico utilizzato.

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