Pfizer e la terza dose: "Dopo 6 mesi possibile rischio di reinfezione", presto la richiesta all'Ema - Genova 24
Contro le varianti

Pfizer e la terza dose: “Dopo 6 mesi possibile rischio di reinfezione”, presto la richiesta all’Ema

La proposta è di somministrarla tra i 6 e i 12 mesi dopo la seconda iniezione

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Liguria. Pfizer chiederà a Fda ed Ema, le agenzie che regolano i farmaci negli Stati Uniti e in Europa, di somministrare una terza dose per aumentare la risposta immunitaria del vaccino anti Covid.

Secondo quanto comunicato dalla stessa azienda, pur essendo il vaccino efficace anche contro la variante Delta, il rischio è che dopo circa sei mesi gli anticorpi possano diminuire, aumentando così le possibilità di contagio (fatto dimostrato anche dai dati raccolti dal ministero israeliano della Salute). Ma non i casi gravi, per cui  l’efficacia non dovrebbe essere compromessa, anzi dovrebbe rimanere alta.

Da qui nasce l’idea di effettuare una terza dose. I dati di un primo studio condotto da Pfizer hanno evidenziato che un secondo richiamo potrebbe creare livelli anticorpali da 5 a 10 volte superiori rispetto alla seconda dose sia contro il ceppo originario sia la variante Beta, identificata per la prima volta in Sudafrica.

La richiesta di produrre la terza dose dovrebbe arrivare entro agosto, come annunciato da Mikael Dolsten, direttore scientifico di Pfizer. La proposta è quella di somministrarla tra i 6 e 12 mesi dopo la seconda iniezione.

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