Navi delle armi, Candia (Lista Sansa): "Stop ai traffici nel porto di Genova, serve un nuovo modello etico-sociale" - Genova 24
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Navi delle armi, Candia (Lista Sansa): “Stop ai traffici nel porto di Genova, serve un nuovo modello etico-sociale”

"Eliminare il traffico di armi dal porto di Genova è la base per lo sviluppo sostenibile della nostra città che non riguarda solo l'aspetto economico e ambientale, ma anche quello etico e sociale"

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Genova. “Chiediamo che si favorisca e che inizi un dialogo tra lavoratori del porto e istituzioni. Per questo abbiamo depositato in consiglio regionale una richiesta a riguardo”. Così la consigliera regionale Selena Candia (Lista Sansa) a proposito dei transiti di armi nel porto di Genova diretti sui principali scenari di guerra a partire dallo Yemen.

“Dopo i carri armati, gli esplosivi e i cannoni, sono gli elicotteri da guerra a passare nel porto di Genova. Ma la reazione di gran parte della città è sempre la stessa, far finta di niente” dice Candia.

“E’ inaccettabile – prosegue la consigliera – La Liguria si merita un nuovo modello etico-sociale, che rispetti i diritti dei lavoratori e i principi del nostro Paese: la guerra non è uno di questi”.

L’ultimo passaggio di armi è stato denunciato la scorsa settimana da The Weapon Watch (l’Osservatorio sui traffici di armi nei porti europei e mediterranei) e dal Calp con la presenza a Genova della nave saudita Bahri Hofuf, carica di elicotteri ed esplosivi destinati al Medio Oriente.

“Perché nessuno è intervenuto?”, chiede Candia “Autorità portuale, Regione e Comune non hanno nulla di dire? Eppure esportazione e transito di armi sono in contrasto con la legge 185 del 1990”.

Un modello diverso esiste e ci sono esempi nel resto d’Europa: “Ad Amburgo, per esempio, hanno proposto di fare un referendum per escludere le armi dal traffico della città”.

Per Candia “eliminare il traffico di armi dal porto di Genova è la base per lo sviluppo sostenibile della nostra città che non riguarda solo l’aspetto economico e ambientale, ma anche quello etico e sociale”.