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I rischi

Minorenni e abuso di alcol, i medici lanciano l’allarme: in coma etilico anche a 12 anni

Cremonesi: "Fenomeno che interessa sempre di più anche le ragazze. Domenica il picco con la finale degli Europei"

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Genova. Risse, bottigliate contro le forze dell’ordine, schiamazzi e vandalismi. Il ritorno della zona bianca di tutto il Paese con lo stop al coprifuoco e la riapertura dei locali ha riportato con sé anche a Genova il fenomeno della movida, con tutti i suoi eccessi amplificati da un anno di reclusione da pandemia, particolarmente sofferta proprio dai più giovani. E le immagini documentate anche dalla diretta di Genova24 di ragazzini già ubriachi dal pomeriggio di domenica in attesa della finale degli Europei rendono palese come per gli adolescenti il divertimento sia sempre più indissolubilmente legato all’uso o, meglio, all’abuso di alcol.

Le conseguenze di questa distorsione si possono vedere negli accessi ai pronto soccorso degli ospedali cittadini: coma etilico e traumi causati da abuso di alcol non sono certo un fenomeno nuovo ma sono sempre più diffusi tra i giovani e giovanissimi e che raggiungono picchi in serate come quella di domenica.

Infatti, come spiega Paolo Cremonesi, direttore del pronto soccorso e del Dea dell’ospedale Galliera di Genova, ” il problema dell’alcol legato alla movida nel centro storico esiste da anni. Tuttavia è evidente come il problema si amplifichi in occasione di momenti particolari come per esempio la manifestazione di esultanza per la vittoria dell’Italia di domenica sera, per giunta in estate – un periodo di vacanza e di maggiori libertà – e ancora di più da quando la Liguria è entrata in zona bianca dopo oltre un anno di pandemia”.

Si tratta – continua Cremonesi – di un vero e proprio allarme, una situazione seria da prendere in considerazione, soprattutto durante i fine settimana e i prefestivi.

Ma non è tutto qui, ad inquietare maggiormente sono i dati relativi all’abuso di alcol: “In questo ultimo periodo, possiamo constatare non solo un netto abbassamento dell’età media dei ricoverati, da 18-20 anni a 14-15 anni, ma anche un maggiore coinvolgimento da parte delle ragazze, quando invece si è quasi sempre trattato di un problema prettamente maschile” – conclude Cremonesi.

“Riscontri sconcertanti di questo problema arrivano dai colleghi dell’ospedale pediatrico Gaslini, con i quali siamo sempre in contatto e dai quali è emerso che sono sempre più numerosi anche i casi di ragazzi in coma etilico dell’età di 12 o 13 anni” – afferma Alessandro Fazio, coordinatore del pronto soccorso Galliera.

Infine Fazio spiega, come accennato anche dal dottor Cremonesi, che si tratta di un fenomeno che esiste da anni, che si è poi ridimensionato inevitabilmente durante il lockdown, ed è ripreso ora più forte di prima da quando si è entrati in zona bianca, in concomitanza con la chiusura delle scuole, per raggiungere un picco la sera della vittoria della nazionale“.