Materie prime, Lega: "Dall'Ue serve risposta rapida, meno ideologia green e più fatti concreti" - Genova 24
Intervento

Materie prime, Lega: “Dall’Ue serve risposta rapida, meno ideologia green e più fatti concreti”

Campomenosi e Tovagliari: "Necessario ripartire dalla produzione in Europa"

Marco Campomenosi generica

Roma. “Finalmente in Ue si affronta un tema che da mesi preoccupa le aziende: la difficoltà nel reperimento delle materie prime sta colpendo duramente la nostra economia reale e paralizzando la ripartenza, con impatti negativi su aziende, lavoratori, cittadini. Uno shock di sistema che dimostra la fragilità della catena del valore a livello globale: ora Cina e Usa stanno crescendo e c’è un tema di crescita dei consumi da cui le nostre imprese rischiano di essere tagliate fuori”.

Così gli europarlamentari della Lega Marco Campomenosi (capo delegazione Lega) e Isabella Tovaglieri (componente commissione industria), intervenuti durante la sessione plenaria del Parlamento Europeo.

“Serve una risposta rapida da parte dell’Ue, che finora è stata assente: è necessario ripartire dalla produzione in Europa, correggendo i gravi errori del passato che ci hanno messo in una situazione di dipendenza eccessiva da Paesi terzi, evitando di demonizzare settori interi – come con la direttiva sulla plastica – perché senza essi non avremo i beni per molte attività quotidiane. In questo contesto, è opportuno che Bruxelles riveda alcune sue politiche, perché oggi accelerare su strumenti che perseguono l’ideologia ambientalista con obiettivi irrealistici rischia di essere controproducente”.

“Da tempo la Lega chiede un Green Deal che dialoghi con il mondo dell’impresa, anziché colpirlo con tasse superflue o favorire le delocalizzazioni. Meno retorica green e ambientalista e più fatti concreti. E così, mentre la Cina si appresta a limitare l’export di materie prime fondamentali alla nostra industria della trasformazione, è in gioco la competitività del sistema produttivo del vecchio continente. Non cogliere la ripresa per incapacità di reagire a questa situazione sarebbe molto grave”, conclude Campomenosi.