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Incendio

Marassi, detenuto dà fuoco a una cella: evacuato un intero piano del carcere

Tre poliziotti penitenziari intossicati, Pagani (Uil): "Caldo infernale, le condizioni di detenzione affliggenti alimentano tensioni"

 carcere marassi

Genova. “Intorno alle 16 di ieri a Marassi un detenuto di origine magrebina al quarto piano della prima sezione ha dato fuoco alla cella. Solo grazie al   tempestivo intervento della polizia penitenziaria si è scongiurato il peggio”. A riferirlo è il segretario regionale della Uil Penitenziari Liguria, Fabio Pagani.

“L’istituto già ribolle per le alte temperature e il caldo infernale. Le condizioni di detenzione, oggettivamente affliggenti, non fanno altro che alimentare nervosismi e tensioni tali da farlo diventare un altoforno – prosegue Pagani -. Il detenuto ha appiccato il fuoco alle lenzuola e le fiamme hanno presto invaso l’intera cella, invadendo l’intero piano, dove sono ristretti circa 50 detenuti, messi in salvo dalla polizia penitenziaria e sistemati d’urgenza all’interno dell’area passeggi.

“Gli agenti di sorveglianza – prosegue ancora il sindacalista raccontando l’episodio – sono prontamente intervenuti e a fatica hanno portato fuori i detenuti, soprattutto l’autore dell’incendio che non intendeva lasciare la cella in fiamme. Nel tentativo di salvataggio tre poliziotti penitenziari sono rimasti intossicati e trasportati d’urgenza al pronto soccorso”.

“A Marassi, dove manca un direttore titolare, la polizia penitenziaria ha dimostrato che le profonde disfunzionalità del sistema penitenziario e di esecuzione penale e ogni degenerazione che da esse possa derivare – conclude Pagani -. Le vite ai detenuti le salva, ora però occorre concretezza da parte di Draghi e Cartabia prima di una tragedia”.

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