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L’ascensore Villa Scassi resta chiuso a oltranza, il Comune è pronto a chiedere i danni

Saranno i tecnici dell'Ustif a verificare la natura del guasto e gli interventi necessari. Campora e Rosso: "In corso approfondimenti per un'azione legale"

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Genova. Sembrava troppo bello per essere vero. L’ascensore di Villa Scassi, riaperto quasi di nascosto lo scorso 14 aprile dopo cinque anni di continui disservizi e un restyling costato 4,3 milioni finanziati solo in parte dall’Unione Europea, resta chiuso fino a data da destinarsi, senza alcuna previsione per la riapertura. E ora il Comune, dopo aver deciso di soprassedere in un primo momento per non compromettere gli interventi ancora in corso, valuta nuovamente di andare per vie legali e chiedere il risarcimento dei danni.

L’ultimo stop è dello scorso 18 giugno e da allora l’impianto non è più tornato in funzione. Amt ha messo tutto nelle mani dell’Ustif, l’ufficio del ministero delle Infrastrutture che certifica la sicurezza degli impianti in sede fissa: saranno i suoi tecnici a stabilire quale sia stavolta il guasto e come andrà risolto. I tempi, quindi, non dipendono né dall’azienda né dal Comune. Il sospetto è che si tratti nuovamente di un problema alle pulegge in corrispondenza del cambio di pendenza tra il percorso orizzontale e quello verticale della cabina, l’aspetto più peculiare dell’impianto e allo stesso tempo il più difficile da gestire.

L’impianto era stato riaperto ad aprile dopo una lunga serie di lavori di natura elettrica e meccanica. I principali interventi eseguiti riguardavano il miglioramento del sistema di pulegge con la sostituzione dei cuscinetti, la manutenzione straordinaria sulle componenti dell’apparato motore, gli interventi sui quadri elettrici di alimentazione del motore, gli interventi sui freni di emergenza e sui sistemi elettrici per l’alimentazione in caso di emergenza. Tutto approvato dall’Ustif dopo diversi collaudi andati a vuoto e le solite lungaggini burocratiche.

“Faremo tutti gli approfondimenti tecnici e giuridici, dopodiché valuteremo se intraprendere un’azione legale“, spiegano gli assessori alla Mobilità Matteo Campora e agli Affari legali Lorenza Rosso. Al momento si pensa a una seconda diffida da indirizzare alla Ilset, l’azienda che ha ricevuto direttamente l’appalto dal Comune per il restyling e che a sua volta ha affidato la realizzazione dell’impianto alla Maspero, ditta comasca con sede ad Appiano Gentile che ha realizzato anche l’ascensore inclinato di Quezzi e che ha un accordo diretto con Amt per la manutenzione. Proprio il contenzioso tra Ilset e Maspero per presunti pagamenti mancati era stato tra i motivi dei ritardi negli scorsi anni.

L’ascensore, che ha il compito di collegare via Cantore con l’ingresso dell’ospedale Villa Scassi, sarebbe un piccolo gioiello di tecnologia, probabilmente unico nell’ambito del trasporto pubblico italiano. La cabina percorre un tratto in orizzontale lungo il vecchio tunnel pedonale, poi sale per 26 metri fino al piano di corso Onofrio Scassi, senza mai doversi staccare dalla fune. Questa è la caratteristica che lo differenzia dell’ascensore di Montegalletto, sopra la stazione Principe. Un meccanismo tanto complesso quanto fragile, visto che dalla data della prima inaugurazione – celebrata nel 2016 dopo nove anni di chiusura – non ha praticamente mai funzionato a dovere.

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