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Fondo

La proposta della Lista Sansa: “Abbonamenti gratis a teatro e musei per i bambini a scuola”

Depositata la proposta di legge regionale contro la povertà educativa: 800mila euro all'anno per contributi alle scuole attraverso bandi con priorità all'entroterra

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Genova. Un fondo per contrastare la povertà educativa e rilanciare il settore culturale locale attraverso abbonamenti gratis a teatri, cinema, laboratori e musei per le scuole elementari e medie. È la proposta presentata oggi da Selena Candia, consigliera regionale della Lista Sansa, contenuta in una proposta di legge appena depositata. L’iniziativa, chiamata “Fondo Crescita con la cultura”, prevede una dotazione finanziaria di 800mila euro.

Le risorse sarebbero erogate tramite bandi rivolti alle scuole e non attraverso voucher alle famiglie, modalità ritenuta più difficoltosa soprattutto per gli stranieri, dando priorità all’entroterra e alle periferie. “La Regione deve fare questo investimento – spiega Candia -. Regalare ai bambini e ragazzi tramite le scuole quello che le famiglie non possono assicurare può sembrare da sognatori, forse lo è. Ma se dobbiamo dare delle priorità al futuro della nostra regione, dobbiamo fare delle scelte: per noi i giovani e la loro cultura sono ai primi posti”.

“L’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Covid-19 ha comportato l’adozione di provvedimenti nazionali e regionali che hanno limitato la possibilità di svolgere molte normali attività quotidiane – ricorda la Lista Sansa nella relazione della proposta – In particolare, il settore culturale è stato fortemente colpito dalle misure imposte. La sospensione delle attività scolastiche in presenza, inoltre, ha impedito a bambini e adolescenti di svolgere attività educative al di fuori delle mura domestiche”.

“La pandemia ha sicuramente contribuito ad incrementare la povertà educativa e a peggiorare il benessere psicofisico di bambini e adolescenti”, aggiunge ancora la consigliera Candia. «Pensiamo a molti quartieri lontani dal centro, pensiamo alle tante zone dell’entroterra lontane da cinema e teatri: se questi luoghi non sono frequentati con la scuola, quando capita a bambini e ragazzi di andarci?”.

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