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Il podcast

“Io che a Genova non c’ero”: un diario a vent’anni dal G8 tra le storie di chi c’era e lo sguardo puntato al futuro

Un racconto in 4 puntate che sa di 'espiazione' ma che soprattutto prova a tracciare una linea di continuità con istanze e bisogni dei più giovani

Generico luglio 2021

Genova. “Io che a Genova non c’ero” è il diario scritto dopo 20 anni da chi nel 2001 a pochi giorni dalla partenza, alle manifestazioni del G8 di Genova decise di non andare. E che ancora oggi, come è accaduto a molti, non riesce a fare del tutto pace con quella scelta perché come spiega l’autrice, Mariangela Paone c’è un prima e un dopo Genova e questo vale per chi c’era ma anche per chi non c’era.

“È un lavoro a cui tengo molto e che mi ha dato tanto – spiega Paone, che oggi fa la reporter freelance a Madrid e collabora anche con il quotidiano El Paìs – perché mi ha permesso di fare un po’ pace con quella parte di me che ancora si rimprovera per quella scelta. E’ un diario nato da un bisogno personale e che soprattutto mi ha permesso di conoscere e ritrovare persone straordinarie che questo diario lo hanno scritto insieme a me”.

Il podcast, in 4 puntate, racconta Genova attraverso le parole di chi c’è stato. Ci sono i racconti di chi era tra gli organizzatori di quel movimento che portò a Genova il 21 luglio 300 mila persone come Alberto Zoratti e Monica di Sisto, e quelli di chi ha subito pestaggi e soprusi come è accaduto allo scrittore Valerio Callieri a Bolzaneto o all’attivista spagnolo Chabier Nogueras alla Diaz.

“Io che a Genova non c’ero”, scritto in prima persona, entra in punta di piedi in una vicenda in cui si è scritto e letto di tutto in questi vent’anni: non pretende di di fare la cronistoria di quelle giornate né l’analisi socio-politica di quegli anni.

E’ un diario, appunto, che riflette sul passato e prova a guardare al futuro con un “io” di ascolto. Lo fa attraverso le voci dei ragazzi del Liceo Pertini di Genova (quella che fu la scuola Diaz) o del loro preside Alessandro Cavanna e attraverso i sogni e i progetti dei ragazzi di Fridays for future che secondo Paone, “sono il primo che ha recuperato le caratteristiche del ‘movimento dei movimenti’ di Genova: essere globale, trasversale e inquadrare problemi diversi in una stessa cornice, come vent’anni fa ma senza sentire il peso di quello che è successo vent’anni fa”.

E’ possibile ascoltare il podcast su tutte le principali piattaforme.