Quantcast
Le indagini

Un investimento fallito da 100 mila euro dietro il sequestro dell’imprenditore genovese a Varazze: 10 arresti

Prima dell'episodio all'hotel Le Vele era stato organizzato un altro sequestro a Genova, ma il piano era fallito

Savona. Un sequestro di persona per recuperare un investimento fallito. C’è questo, e non la droga, dietro al tentato sequestro dell’imprenditore genovese dello scorso novembre a Varazze.

A ideare l’azione criminale è stato un imprenditore del ponente Savonese che aveva affidato a un procacciatore di investimenti 100 mila euro. L’investimento è andato male e dopo aver provato a recuperare la somma inutilmente per vie legali, con l’aiuto del fratello si è rivolto a due albanesi per riavere la somma. Gli albanesi, insieme ad altri, hanno organizzato il sequestro del broker, ma l’azione è fallita perché al momento dell’appostamento a Genova il 10 novembre del 2020, la presenza di poliziotti in zona che con un posto di blocco li avevano anche controllati, li ha fatti desistere.

Le persone coinvolte erano già sotto controllo per attività legate al traffico di droga. Fallito questo obiettivo la banda ha pensato di rapire l’ex socio del broker, un imprenditore genovese con interessi nella ristorazione, ma anche questo tentativo è fallito per l’intervento della polizia. L’imprenditore savonese aveva garantito agli esecutori materiali che, una volta estorta la somma, avrebbe lasciato i due terzi del totale alla banda che per agire aveva avuto 2000 euro di anticipo.

Dieci le misure cautelari emesse: cinque sono in carcere e cinque agli arresti domiciliari, tra questi l’imprenditore savonese e il fratello. Sono tutti accusati di duplice tentato di sequestro di persona in concorso continuato. Per sei dei 10 le misure erano già state prese il 19 novembre 2020, quando venne sventato il sequestro dell’ex socio del broker all’hotel Le Vele di Varazze. Le nuove misure sono per l’imprenditore savonese e il fratello e i due albanesi: uno degli stranieri è in carcere, l’altro è ricercato.

“Le indagini hanno così fatto luce sia sulla fase ideativa, sia sulla progettazione del delitto avvenuto il 19 dicembre, oltre a mettere in luce un altro delitto che avevano programmato i primi di novembre – afferma il vice questore Ivan Currà vicedirigente della squadra mobile di Genova-. Le indagini fanno luce anche sui mandanti dei gravi delitti programmati, sia sugli esecutori materiali riuscendo a costruire la fase dei pedinamenti, degli appostamenti e dei termini del disegno criminoso che era stato programmato”.

“Dalle indagini si è potuto ricostruire che la vicenda nasce proprio da un investimento non andato a buon fine di 100 mila euro fatto con la collaborazione di un imprenditore genovese – aggiunge Rosalba Garello, dirigente della squadra mobile di Savona -. Si trattava di un investimento ad alto rendimento e quindi molto rischioso a livello finanziario. Ci sono stati iniziali tentativi di recupero di questa somma per vie legali, poi c’è stata la volontà dell’imprenditore di avvicinarsi tramite il fratello a eventi criminosi che ha consentito di individuare un gruppo criminale per il recupero della somma con estorsioni”.

Più informazioni