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Parola fine?

Il parco di Portofino verso l’estensione dei confini su 11 comuni, Toti: “Folle che decida il Tar”

L'Ispra ha inviato ai Comuni interessati la proposta di perimetrazione dopo l'accoglimento del ricorso dell'associazione Amici del Monte di Portofino

parco portofino

Genova. Una grande area protetta estesa su 11 comuni, compresi quelli della Val Fontanabuona, col conseguente allargamento del perimetro dei vincoli: è la proposta redatta da Ispra e inviata alla Regione e alle amministrazioni interessate dopo la pronuncia del Tar della Liguria che aveva accolto il ricorso dell’associazione Amici del Monte di Portofino per l’istituzione formale del Parco nazionale, già previsto da una legge del 2017 ma mai varato ufficialmente.

La notizia è stata anticipata questa mattina da Il Secolo XIX. I Comuni (Avegno, Camogli, Cicagna, Chiavari, Coreglia Ligure, Portofino, Rapallo, Recco, Santa Margherita, Tribogna e Zoagli) ora avranno una settimana per inviare le loro osservazioni, peraltro non sui confini del parco ma sulle misure di salvaguardia che saranno previste. Per domani è stata convocata una riunione d’urgenza con la Regione. Attualmente il parco ha un’estensione di 1.056 ettari e comprende solo i comuni di Camogli, Portofino e Santa Margherita Ligure, più alcune aree protette nel circondario.

Ma il centrodestra in Liguria non ci sta. E oggi Toti è tornato all’attacco: “Sui confini del Parco nazionale di Portofino ho una posizione laica: certo, mi lascia perplesso un parco nazionale istituito per sentenza del Tar, credo sia un’ulteriore frontiera verso la follia che abbiamo vissuto in questo Paese. Che sia un tribunale a decidere della vita e della tutela di popolazioni che non ha mai visto e di cui non conosce il parere, che ricordo essere contrario a questi confini, mi sembra una procedura partita male e che non finirà bene“.

“Altra cosa – propone Toti – è sedersi attorno a un tavolo: Portofino è un bene del Paese, abbiamo tutti l’esigenza di tutelarlo, di farci investimenti e di lasciarlo ai nostri figli migliore di come l’abbiamo trovato, a partire dal sindaco di Portofino, che è anche presidente del parco, Matteo Viacava. Se ci sediamo attorno a un tavolo e ragioniamo di un parco che abbia una governance locale, fatta dai sindaci del territorio, che abbia dei confini condivisi dalla popolazione, non ho nulla in contrario. La strada è questa, non certo la sentenza del Tar”.

“Gli attuali confini del Parco di Portofino non si toccano. No alle imposizioni calate dall’alto – tuonano i consiglieri regionali leghisti Sandro Garibaldi e Alessio Piana -. La nota con la quale la direzione generale del ministero della Transizione ecologica chiede a Regione Liguria e agli 11 Comuni coinvolti eventuali osservazioni in 7 giorni solo sulle misure di salvaguardia transitorie ipotizzate è irricevibile. Intervenga la politica e sia il ministro Roberto Cingolani a confrontarsi con la Regione e i territori. Le norme nazionali e la giurisprudenza costituzionale definiscono  inequivocabilmente che occorre l’intesa e la leale collaborazione tra gli enti territoriali e l’amministrazione centrale dello Stato sia per quanto riguarda la perimetrazione dei confini del Parco nazionale sia per le norme di salvaguardia”.

Regione Liguria si è già espressa in merito con una proposta avanzata 10 giorni fa, che ha ribadito la posizione, contraria all’allargamento, della quasi totalità dei Comuni interessati – proseguono i leghisti – Non si capisce perché il ministero non ne abbia tenuto conto e su quali basi l’Ispra abbia poi formulato la perimetrazione proposta con l’allargamento dei confini a 11 Comuni. Nella stessa pronuncia del Tar del Lazio, alla quale si vuole dare attuazione, si evince chiaramente che occorre la cooperazione e l’intesa per la definizione delle norme di salvaguardia e ancor prima per la delimitazione dei confini del Parco nazionale di Portofino”.

“Un Parco deve nascere non per sentenza, ma attraverso un confronto con gli enti locali – ha aggiunto il vice presidente e assessore con delega ai Parchi Alessandro Piana -. Per domani ho convocato una riunione d’urgenza, visto il termine perentorio di sette giorni assegnatomi dal Ministero, con tutti i sindaci interessati per raccogliere la loro posizione e quindi definire quella della Regione entro breve. Solo attraverso la condivisione di un percorso si possono tracciare le aree di un Parco, così come ritengo pericoloso stabilire per sentenza se debba essere nazionale o regionale, alla faccia delle autonomie locali sempre tanto decantate a parole. Abbiamo visto cosa è successo con le Comunità Montane, in Liguria, e col depotenziamento delle Province, con la riforma Delrio: la rappresentatività del territorio è venuta meno. La Regione sul Parco di Portofino ha molto investito in personale qualificato, soprattutto per i guardiaparco, per quello di manutenzione, su oltre 12 unità. A questo punto la domanda sorge spontanea: che fine faranno? Il Monte di Portofino li perderà? La Regione intende continuare a investire concretamente, così come abbiamo già scritto al Ministro Roberto Cingolani”.

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