Il Covid ha riportato l'economia ligure indietro di 25 anni (ma in Italia è andata peggio) - Genova 24
Analisi

Il Covid ha riportato l’economia ligure indietro di 25 anni (ma in Italia è andata peggio)

Le anticipazioni del rapporto Ambrosetti: "Servono investimenti per 16,5 miliardi o nel 2023 la Liguria avrà perso 700 milioni"

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Genova. La Liguria, che aveva chiuso il 2019 con risultati positivi, si trova a dover fare i conti con gli effetti della crisi Covid-19: si stima una riduzione del Pil regionale dell’8,5% per il 2020, portando il Pil regionale da 42,8 miliardi di euro al 2019 a 39,2 miliardi di euro a fine 2020. Tale riduzione è pari al Pil del 1995: l’economia regionale, in un solo anno, è stata riportata indietro di 25 anni.

È quanto emerge dalle anticipazioni del rapporto strategico 2021 che sarà presentato domani da The European House – Ambrosetti nel corso della quinta edizione del forum Liguria 2030 a Santa Margherita Ligure. Ma rispetto all’Italia la Liguria mostra comunque una maggiore resilienza: per il sistema Paese nel 2020 si registra una contrazione del Pil pari a -8,9%, superiore rispetto a quella regionale.

Guardando ai dati del Tableau de Bord elaborato dai tecnici di Ambrosetti, la Liguria registra un miglioramento o ha un posizionamento stabile nel 52,2% dei 73 indicatori presi in considerazione e, nel complesso, si posiziona tra le prime tre Regioni italiane in 14 indicatori su 73 (circa il 20%).

In particolare la Liguria si conferma al primo posto per quota di economia del mare sul totale (8,8%), Teu movimentati (3,7 milioni), esportazioni della cantieristica (20,1% sul totale della manifattura), numero di crocieristi (200mila nonostante una contrazione del 90%), imprese della cantieristica (15,6 ogni 100mila imprese manifatturiere), spiagge con bandiera blu (11,8 ogni mille chilometri quadrati).

Al di là dei peggioramenti dovuti principalmente alla pandemia (traffico passeggeri, traffico aeroportuale, occupazione) la Liguria perde terreno anche sulla ricerca, sugli occupati in imprese culturali e ricreative, sullo stato di salute della popolazione, sulla percentuale di persone esposte al rischio di alluvioni (19,8%, in aumento di 0,8 punti percentuali).

Grazie alla struttura economica anticiclica del territorio, l’export è cresciuto di quasi il 40% nel primo trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, la seconda regione italiana per crescita percentuale. L’incremento è stato trainato dalla crescita del commercio della manifattura (+42,9% rispetto al primo trimestre 2019) e, nello specifico, si registra la performance particolarmente positiva del comparto dei mezzi di trasporto (autoveicoli e navi e imbarcazioni).

Le caratteristiche intrinseche della Liguria hanno fatto sì che a fine 2020 la Regione sia stata la seconda migliore per variazione dell’export rispetto al 2019, facendo registrare un -0,7%, contro una media italiana di -9,8%.

I liguri hanno dimostrato di non essere disposti ad arrendersi facilmente e, nonostante il contesto economico sfavorevole, l’indicatore sulla soddisfazione per la propria vita mette in risalto una buona performance della Regione, con un incremento di 3,5 punti percentuali proprio nel 2020 rispetto all’anno precedente, in controtendenza con la media del Nord-Ovest che ha segnato un calo di -0,1 punti percentuali. Nel 2015 la Liguria si posizionava come 15esima rispetto a tale indicatore ed ha registrato il quarto migliore incremento durante la leadership del Presidente Giovanni Toti”, ha detto Valerio De Molli, Ceo di The European House – Ambrosetti.

Dallo studio emerge in particolare il ruolo di “abilitatore” delle opere infrastrutturali. Lorenzo Tavazzi, partner di The European House – Ambrosetti, spiega: “La mappatura ha quantificato la necessità di investire un totale di 16,5 miliardi di euro per il completamento delle opere identificate, con un impatto da noi stimato sul Pil regionale fino ad un aumento del 17% circa cumulato fino al 2030. I ritardi, che si stanno progressivamente verificando, rischiano però di depotenziare l’enorme impatto propulsivo per l’economia locale. Nel breve periodo, le stime di The European House – Ambrosetti hanno quantificato una perdita di valore potenziale nell’ordine dei 700 milioni di euro cumulati al 2023, pari ad una mancata crescita dello 0,5% del Pil”.

“Dobbiamo partire dalle infrastrutture già progettate che potrebbero partire domani mattina, la Gronda di Genova è una di queste – osserva il presidente ligure Giovanni Toti -. Il progetto esecutivo è depositato al ministero. Ne parleremo col ministro Giovannini nelle ultime ore come ne abbiamo già parlato. Poi evidentemente la diga del porto, tutte le infrastrutture di banchina, l’ultimo miglio del Terzo Valico, la Pontremolese, il raddoppio a Ponente, la digitalizzazione e la banda larga. Non mancano i progetti, in questo momento manca solamente la volontà politica di proseguire con grande fretta, il governo Draghi ce la sta mettendo tutta”.

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