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Green pass, dopo ristoranti e palestre si va verso l’obbligatorietà su treni, navi e aerei

Impossibile renderlo necessario per usare bus e metropolitana ma il governo ha chiesto alle regioni di potenziare il trasporto pubblico

aeroporto genova

Liguria. L’idea del governo è quella di aspettare rispetto a quella che sarà la data dell’entrata in vigore del green pass per ristoranti, palestre, piscine ed eventi. Ma presto ci sono altri ambiti e altri servizi dove si potrà accedere e di cui si potrà usufruire soltanto con il green pass legato al vaccino, al tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti o all’avvenuta guarigione dal covid.

In particolare, entro la fine di agosto – il periodo caldo dei rientri dalle vacanze – il certificato verde potrebbe diventare necessario a tutte le persone dai 12 anni in su per salire su navi, aerei e treni a lunga percorrenza. Non prima di allora, starebbero ragionando a Roma, per evitare di creare disagi a chi ha già acquistato i biglietti e organizzato gli spostamenti, ma in modo tale da limitare un’eventuale esplosione di contagi a settembre e quindi in concomitanza con il rientro a scuola.

A questo proposito, la prossima settimana i ministri del governo Draghi dovranno anche iniziare a discutere, e arrivare a una soluzione, sull’ipotesi di rendere obbligatorio il green pass anche per il personale scolastico. Un’opzione chiesta a gran voce dall’associazione nazionale dei presidi ma che non piace ai sindacati del settore.

Dove, al momento, sembra impossibile pensare di applicare l’obbligatorietà del green pass è sui mezzi di trasporto pubblico locale – treni a breve percorrenza e urbani, autobus, metropolitane – specialmente perché, in concreto, sarebbe troppo complicato effettuare i controlli.

Il governo ha però chiesto alle Regioni un nuovo piano di potenziamento del trasporto pubblico – come se lo sforzo non fosse già al massimo – in modo da non dover aumentare la capienza dei mezzi oltre l’80%. Ovviamente, sui mezzi di trasporto pubblico, continuerà a essere obbligatorio l’uso della mascherina.

Intanto, c’è un altro fronte caldo. Quello del mondo del lavoro. Sia tra i privati sia nel pubblico impiego si sta valutando la possibilità di applicare l’obbligo del certificato verde per chi è intenzionato a lavorare in ufficio mentre chi non dovesse ottenerlo potrà – anche in nome dello stato di emergenza prorogato al 31 di dicembre – lavorare in smart working, anche nel pubblico impiego. E comunque il settore pubblico quello dove, al momento, sembra più complicato applicare l’obbligatorietà del green pass.

Nel decreto in vigore si prevede, inoltre, che per i parenti dei pazienti sia obbligatorio l’uso del green pass per accedere “alle sale d’attesa dei pronto soccorso e ai reparti ospedalieri”, una misura che di fatto in Liguria era già in vigore ma che consentiva alle varie aziende di organizzare gli ingressi in maniera diversificata.

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