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Grandine come sassi e vento a 100 km/h: i downburst devastano la pianura ma risparmiano la Liguria fotogallery

Ecco erchè la perturbazione ci ha sorvolato scaricando tutto il suo violento carico di energia nella lande della Pianura Padana

Genova. Le immagini che arrivano dal Piemonte e dalla Lombardia sono impressionanti: macchine letteralmente bombardate da grandine con chicchi grande come sassi che frantumano parabrezza e tetti, insieme a venti con raffiche da oltre 100 chilometri l’ora che abbattono alberi e scoperchiano tetti.

Artefici di tutto ciò sono i downburst, fenomi temporaleschi concentrati e particolarmente potenti generati da correnti fredde discendenti che si muovono violentemente verso il suolo, affiancate da altrettante colonne d’aria calda che ascendono e che giunte in quota provocano il “travaso” di particelle d’acqua con conseguente pioggia e grandine.

Quando queste correnti arrivano al suolo generano fortissime raffiche di vento, anche superiori ai 100 km/h e che a volte acquisiscono un moto vorticoso. In Italia è un abbastanza comune ma che negli ultimi anni ha visto delle versioni particolarmente estreme data la maggior grandezza del differenziale termico: maggiore è la differenza tra la temperatura al suolo e quella in quota e più forti possono essere i fenomeni.

Già nel 2019, anche su queste pagine, avevamo assistito alla devastazione di questi downburst che in una notte avevano colpito l’alessandrino con centinaia di migliaia di danni a automobili e abitazioni. Ma perchè la Liguria sembrerebbe risparmiata? Ancora una volta l’orografia dl territorio ci permette di trovare una possibile spiegazioni: la presenza della catena appenninica a ridosso del mare genera flussi di corrente in contrasto con la verticalizzazione dei downburst, che quindi non si possono concentrare se non a mare, e a largo. Una volta generatesi in mare, inoltro, il loro avvicinamento a terra varrebbe come un immediato depotenziamento per via del differenziale termico tra terra e acqua.

Questo non ci pone al riparo da questi fenomeni, ma li rende meno dirompenti e frequenti, al contrario delle zone della pianura padana, dove l’aria calda e umida può ristagnare e concentrarsi con facilità in “attesa” dell’innesco giusto. Quindi anche la Liguria potrà essere interessata da questi fenomeni tipicamente estivi? La risposta è sì, “ma con garbo”. In Liguria abbiamo già la nostra stagione delle piogge, e ci basta.

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