Quantcast
Monito

Genova chiede 800 milioni per il porto green, Cingolani avverte: “Vinceranno le idee migliori”

Il ministro della Transizione ecologica: "Progetto eccezionale, ma non funziona come uno sportello dove chiedi i soldi e te li danno"

Generico luglio 2021

Genova. “Nessuno può chiedere niente, non è uno sportello dove chiedi e ti danno i soldi. Si fa una stima di quello che servirebbe per avere un grande miglioramento. Poi, correlando i settori dove si fanno questi miglioramenti alle linee programmatiche del Pnrr, si deve partecipare o ad accordi di programma o a bandi in cui, a un certo punto, deve vincere il migliore”. È la risposta di Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica, quando gli si chiede – a margine della sua lectio magistralis all’Albergo dei Poveri – se Genova riceverà tutti gli 800 milioni chiesti per la transizione ecologica del porto.

Il pacchetto, presentato nelle scorse settimane dal sindaco Marco Bucci e dal presidente dell’Autorità portuale Paolo Emilio Signorini, comprende la dotazione di pannelli fotovoltaici per circa 400mila metri quadrati (che potrebbero anche essere galleggianti, installati lungo la nuova diga) per la produzione di energia elettrica con cui alimentare le banchine, un deposito di idrogeno per le navi, coperture sui bacini dei cantieri navali in modo da contenere le sostanze pericolose. Il risultato finale sarà un porto a emissioni zero.

“L’idea di Genova è eccezionale – ammette Cingolani -. Il più grande porto d’Italia che si vuole rendere verde non può che essere un progetto buono, dopodiché deve seguire il suo corso. Ci sono moltissime idee buone, ma devono essere scritte e circostanziate”. Insomma, nessuna corsia preferenziale: Genova dovrà farsi largo tra tutte le proposte e ottenere i fondi facendo a gara con le altre città. “Però non ho nessun dubbio che la Liguria possa esprimersi ad alti livelli nelle sue proposte”, spiega il ministro.

Cingolani ha partecipato alla tavola rotonda Summer School. La transizione ecologica tra Green Deal e Recovery Plan. Quali ricadute per il territorio e per le imprese? insieme al presidente Giovanni Toti: “Per uscire dalla crisi più grave a livello planetario dal dopoguerra anche la Liguria deve giocare le sue carte per generare una nuova stagione di crescita e di sviluppo. E’ necessario costruire un modello Liguria che rifondi la sanità territoriale, che sviluppi il terziario avanzato, che rilanci l’economia trasferendo a tutta la regione le qualità della nostra blue economy. Il Pnrr deve essere per la Liguria l’occasione imperdibile per generare quelle infrastrutture fisiche, virtuali e culturali che consentano di riportarci al centro della ripartenza del Paese”, ha detto Toti.

“Gli investimenti del Pnrr – ha aggiunto – si aggiungono a quelli accumulati nel corso degli anni con il Recovery Fund: dalle infrastrutture, con il Terzo Valico che inizierà nel 2024 a essere operativo, il passante di Genova, la diga del porto, alla raccolta differenziata su cui la Liguria ha fatto passi da gigante, con la prospettiva di trasformare quello che era considerato un costo in una risorsa. Per confermare la prevalenza della Liguria sul mare, i primati nella Blue Economy, la leadership nella cantieristica, è necessario migliorare strutturalmente la connessione con il Paese (e con l’Europa) dal punto di vista della movimentazione di persone, beni e dati. Il trasporto pubblico locale necessiterà di risorse adeguate a garantirne l’efficienza, anche in un‘ottica di sostenibilità ambientale e abbattimento delle emissioni. Il Green decollerà quando capiremo che ci migliorerà la qualità della vita”.

Alla tavola rotonda hanno partecipato 35 ragazzi provenienti dalla Liguria, ma anche da Milano, Roma, Napoli e altre parti d’Italia, che hanno partecipato alla tavola rotonda: “Si tratta della prima esperienza in Italia di questo genere – afferma Lorenzo Cuocolo, Professore ordinario di Diritto pubblico comparato presso l’Università di Genova e organizzatore della Summer School – I ragazzi sono stati selezionati con un bando pubblico sulla base del merito e hanno avuto la possibilità di partecipare a titolo completamente gratuito, grazie al sostegno dell’Università e di Fondazione Amga”, prosegue Cuocolo, “abbiamo avuto 40 relatori, provenienti dal mondo delle imprese, della finanza, dal mondo delle istituzioni e della consulenza e, in parte, dall’accademia”.

“L’idea è stata quella di dare agli studenti una visione a 360° – aggiunge Oriana Granato, capo del dipartimento legale Infrastrutture e Finanza di Progetto di EY e co-organizzatrice della Summer School – perchè il tema della transizione ecologica richiede un approccio trasversale, che tenga insieme competenze giuridiche, economico-finanziarie e tecniche. Quello che è emerso con insistenza da questa settimana di lavoro è che l’attuazione del PNRR e la transizione ecologica potranno essere realizzate solo con una virtuosa collaborazione tra il mondo pubblico e quello privato, con sempre maggiore ricorso a forme di partenariato pubblico privato”.

“Il settore portuale ha compreso da tempo l’importanza della sostenibilità, come dimostrano gli investimenti pubblici e dei nostri operatori privati – ha detto Il presidente dell’Autorità portuale Paolo Emilio Signorini – . L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, consapevole di come la transizione energetica rivesta sempre di più un ruolo cruciale, ha previsto ingenti investimenti per incrementare la quota di traffico intermodale e nuove applicazioni tecnologiche, che consentiranno ai quattro bacini portuali di diminuire il loro impatto ambientale. La crescita dei traffici sarà sempre più condizionata dalla contestuale capacità di garantire la sostenibilità delle nostre infrastrutture”.

leggi anche
Generica
Porto green
Fincantieri, dubbi sulla mega copertura anti-inquinamento ma Bucci rilancia sul fotovoltaico
Generica
Ipotesi
Allo studio pannelli solari galleggianti per rendere il porto di Genova a emissioni zero