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La vertenza

Ex Ilva, sciopero e corteo a Cornigliano: “Un messaggio al governo, ora basta alibi”

Alta tensione tra sindacati e azienda dopo le lettere di messa in libertà. Ieri si è insediato il nuovo Cda. Alle 14 l'incontro con l'azienda

Genova. Assemblea in sciopero e corteo per le vie di Cornigliano stamattina per i lavoratori ex Ilva. La protesta arriva il giorno successivo alla messa in libertà, vale a dire la sospensione, di 17 lavoratori messa in atto dall’azienda in risposta allo sciopero articolato di un’ora al giorno in corso da lunedì e il giorno successivo alla nomina del nuovo cda di Acciaierie d’Italia.

“E’ un messaggio che andava assolutamente dato – dice il coordinatore dell’rsu Armando Palombo – anche alla luce dell’insediamento del nuovo cda in cui il governo è rappresentato e di cui escono i primi dati economici con un attivo di 4 milioni di euro. Adesso il governo a maggior ragione non ha più alibi e deve dire la sua su questa situazione. C’è un mercato che tira, una siderurgia che va ristrutturata e non possiamo pagare solo noi con la cassa integrazione”.

La scelta della protesta in strada è arrivata anche in seguito alle tensioni con l’azienda: “Oltre ad avere messo i libertà 17 lavoratori, ieri ci hanno negato per oggi l’assemblea retribuita nonostante avessimo le ore per cui abbiamo deciso di fare l’assemblea in sciopero sospendendo solo per oggi lo sciopero articolato nei reparti e denunciare alla città e al Paese la situazione di questi stabilimenti”.

I lavoratori stanno percorrendo le vie di Cornigliano ma lo sciopero di questa mattina avrà una durata limitata: entro le 9 i dipendenti rientreranno in fabbrica. Domani riprenderà lo sciopero articolato di un’ora ma se non ci saranno risposte e arriveranno altre lettere lunedì potrebbero essere previste nuove e più incisive forme di protesta.

Intanto da oggi Acciaierie D’Italia ha al suo interno rappresentanti del governo a cominciare dal presidente Franco Bernabé, mentre l’ad resta in quota ad Arcelor Mittal con Lucia Morselli che di fatto, per ora, continuerà a guidare l’azienda.

Poco prima del rientro in fabbrica è arrivata la notizia: l’azienda dopo la rottura di due giorni fa ha convocato l’rsu di Cornigliano alle 14.30 di oggi per tentare di ritrovare un nuovo accordo sulla cassa integrazione. Sarà un incontro decisivo anche in vista delle proteste dei prossimi giorni.

“Questa mattina abbiamo cambiato disposizione dello sciopero e manifestato con i lavoratori per le vie di Cornigliano per denunciare l’ennesima forzatura dell’azienda con la messa in libertà di alcuni lavoratori, procedura che abbiamo subito contestato come un comportamento anti sindacale. Durante lo sciopero è arrivata la convocazione da parte dell’azienda per le 14.30: lo prendiamo come un dato positivo, a valle della prima riunione del Cda della nuova società che ha definito l’ingresso ufficiale del governo nelle decisioni e l’approvazione in utile del bilancio. All’incontro di questo pomeriggio ci aspettiamo un netto miglioramento delle relazioni industriali che vadano a definire nel dettaglio i reali numeri di utilizzo della Cassa Covid come definito nel tavolo ministeriale per ridurre al minimo l’impatto per i lavoratori in attesa della presentazione del piano industriale che ci aspettiamo dia quelle risposte sugli investimenti necessari al rilancio di un settore così strategico per il paese”, spiega in una nota Christian Venzano, segretario generale Fim Cisl Liguria.

 

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