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Ex Ilva, sale la tensione dopo il botta e risposta tra azienda e rsu: domani assemblea e possibili proteste

Confermato lo "sciopero a scacchiera" che secondo Acciaierie d'Italia sarebbe tra i motivi delle lettere di messa in libertà di alcuni lavoratori

corteo 25 giugno ex ilva

Genova. Situazione, e quindi anche protesta, in divenire all’ex Ilva di Cornigliano dove, dopo l’arrivo delle prime lettere di “messa in libertà” dei lavoratori i sindacati avevano preannunciato uno sciopero a scacchiera. Nelle ultime ore l’azienda ha negato all’rsu la possibilità di esercitare l’assemblea retribuita che sarebbe stata prevista per domattina, giovedì, e quindi, alle 7, l’assemblea ci sarà comunque ma in sciopero. L’appuntamento è nel piazzale davanti alla portineria e non è escluso che la protesta sfoci anche in strada, in qualche misura.

Per il resto confermata un’ora di sciopero per ogni reparto, suddivisa su cinque giorni da venerdì 23 a venerdì 29. Sono già 24 le lettere di messa in libertà pervenute ad altrettante lavoratori nella giornata di oggi. Altre dieci almeno sono attese per domani. Per questo Secondo la Fiom si tratta di misure che sembrano anticipare i primi licenziamenti veri e propri.

In questa situazione già tesa Acciaierie d’Italia, la società subentrata alla gestione dell’ex Ilva, ha fatto sapere indirettamente di avere adottato il provvedimento di messa in libertà di alcuni operai “in quanto la società stessa è stata impossibilitata a ricevere la prestazione lavorativa in ragione della necessaria osservanza delle prescrizioni per la sicurezza, di persone e impianti e della non economicità di esercire impianti che a causa della non continuità di marcia producono scarti di lavorazione”.

Le stesse fonti qualificate vicine ad Acciaierie d’Italia. Secondo le stesse fonti “il mantenimento dell’attuale stato di agitazione” con uno sciopero a scacchiera “e la posizione sindacale che ha rigettato ogni forma di mediazione e proposte per l’esercizio degli impianti oggetto di fermata”, non avrebbe “permesso altre soluzioni”.

Ma per l’Rsu, che rispedisce l’accusa al mittente, ci sono “elementi certi per dire che gli impianti dove sono impiegati i lavoratori che sono stati messi in libertà dall’azienda erano già fermi prima dello sciopero poiché interessati dal principio di incendio di qualche giorno fa”, ha dichiarato Armando Palombo. A questo punto, tutto è possibile. E già da domani – e non più da lunedì – la protesta dei metalmeccanici potrebbe tornare in piazza a Genova.

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