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Ex Ilva in sciopero, la Rsu risponde all’azienda: “Diteci dove sarebbe a rischio la sicurezza”

La direzione aveva contestato le modalità comunicate dai sindacati preannunciando la "messa in libertà" dei lavoratori

corteo 25 giugno ex ilva

Genova. “Vi invitiamo a comunicare in quali reparti sarebbe a rischio la sicurezza per le modalità di sciopero che vi abbiamo comunicato, ciò al fine di una loro eventuale rimodulazione”.

È la risposta che la Rsu dell’ex Ilva di Genova Cornigliano ha inoltrato alla direzione di Acciaierie d’Italia, ex Arcelor Mittal, dopo la lettera con cui l’azienda respingeva le modalità comunicate per l’adesione allo sciopero di 8 ore proclamato a livello nazionale da Fim, Fiom e Uilm.

Una vicenda che ha esacerbato ancora una volta il clima, anche perché la scorsa settimana si è verificato l’ennesimo incidente in fabbrica, per fortuna senza gravi conseguenze.

“A margine della vostra comunicazione – proseguono infatti le Rsu – siamo a ricordarvi il recente disservizio che ha creato le condizioni per l’ennesima caduta del rotolo” nel reparto finiture zincato, “evento per cui abbiamo chiesto via Pec l’intervento dell’organo di vigilanza esterno. La sicurezza sul lavoro è un tema a cui siamo molto sensibili pur in una marcia ridotta degli impianti il più delle volte per assenza di manutenzione o mancanza di approvvigionamenti di rotoli e materie prime”.

L’azienda preannunciava la “messa in libertà di parte del personale interessato nelle giornate dal 20 al 29 luglio“, quella che ai sindacati è parsa una “minaccia di serrata”. La Rsu aveva annunciato, a partire da martedì 20 luglio, un’articolazione dello sciopero che prevede un’ora al giorno per un totale di 8 giorni lavorativi tra il 20 e il 29 luglio con un presidio al varco merci.

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