Euro 2020, verso la finale: alla scoperta degli inglesi di Genova che tiferanno (anche) Italia - Genova 24
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Euro 2020, verso la finale: alla scoperta degli inglesi di Genova che tiferanno (anche) Italia

Nel capoluogo ligure ci sono poco più di 200 britannici, ma non tutti sono inglesi e soprattutto molto di loro gioiranno per gli Azzurri

italia inghilterra

Genova. Italia-Inghilterra, finale degli europei, sfida che a Genova prende un sapore tutto particolare. Un po’ perché, si sa, furono gli inglesi a portare il calcio in Italia iniziando proprio dal capoluogo ligure. Un po’ perché la St. George flag dei britannici coincide con la bandiera cittadina, e anche se quella del vessillo preso in affitto sulle navi è più una leggenda metropolitana che una verità storica, vedere Wembley tappezzato di croci rosse in campo bianco, proprio mentre gli Azzurri si giocano il titolo europeo, potrà fare effetto ai genovesi più patriottici.

I cittadini del Regno Unito in provincia di Genova sono 392, di cui 214 nel capoluogo. Non tutti, ovviamente, sono inglesi ed è noto che, quando si parla di calcio e di sport in genere, la Gran Bretagna di solito non esiste perché ogni nazione costitutiva ha le sue federazioni, i suoi campionati e le sue rappresentative orgogliosamente distinte dalle altre. Il risultato è che, nonostante le premesse, a Genova non ci saranno molte persone a tifare i Three Lions. Anche perché in realtà buona parte di loro si augura la vittoria della nazionale italiana.

Come Barbara Hughes, 58 anni, da trenta in Italia ma nativa di Liverpool, che vive a Recco con un marito di origine siciliana e tre figlie che adesso girano per il mondo. “Io di solito tifo per la squadra migliore – racconta – ma adesso dico senza dubbio Italia. Qui ho la mia famiglia, il mio lavoro come insegnante. Non potrebbe essere altrimenti: anche se sono nata in Inghilterra l’Italia mi ha dato tanto e questa è casa mia”.

Il calcio è una passione di famiglia: “Le mie ragazze hanno 24, 26 e 28 anni. Due di loro sono all’estero, una vive ancora qui – continua Barbara -. Tutte e tre tifano per l’Italia e sono amanti pazzesche del calcio. Una di loro fa la traduttrice e ha il sogno di lavorare proprio in quel mondo. Per domenica sera abbiamo già prenotato in un famoso bar di Recco dove ci sarà un maxischermo e vedremo lì la partita”.

E se Barbara non ha dubbi sulla sua preferenza per gli azzurri, a Genova ci sarà anche chi avrà il cuore diviso in due. Un esempio è Ben Wilson, 42enne, anche lui insegnante d’inglese: “In genere tifo l’Inghilterra, ma contro l’Italia meno – ci confessa -. È vero che sono nato lì e che ci ho vissuto molti anni, ma questa per me è una situazione strana in cui non mi sono mai trovato. Con la Germania era tutta un’altra cosa. Del resto è normale che sia così quanto ti piace il Paese in cui vivi, e a me l’Italia piace”. E quando gli chiediamo per quale risultato gioirà, alla fine non sa risponderci.

Moglie italiana e un ragazzo di 13 anni, per lui invece la finale di domenica sarà diversa: “Anche mio figlio è metà inglese e metà italiano – spiega Ben – ma lui vuole che l’Inghilterra vinca. Un po’ perché è nato lì, ma anche perché a livello internazionale l’Inghilterra non è mai riuscita a vincere tanto e lui vorrebbe vedere un trionfo”. In effetti gli inglesi non hanno mai conquistato un titolo europeo e l’ultimo mondiale risale al 1966: non benissimo, per essere il Paese che ha inventato il calcio moderno.

Quella di Ben e della sua famiglia è la storia di tante famiglie europee perennemente in viaggio: “In Italia ho vissuto negli ultimi 14 anni, ma a Genova da 4 anni. Prima abitavamo al centrosud. Mio figlio tifa Roma e simpatizza per la Sampdoria, io faccio il tifo per la mia squadra inglese, il Middlesbrough, anche se non la seguo più come prima”. La finale si guarderà a casa, incollati alla tv “anche perché – riflette Ben – qui non esiste una vera comunità inglese, quindi non abbiamo luoghi abituali di ritrovo”. Un tempo, ci spiegava Barbara Hughes, il ritrovo abituale per gli inglesi era il Britannia Pub di vico della Casana, poi la tradizione si è persa.

Ma a Genova c’è anche chi parla (e insegna) inglese mentre inglese non lo è. Peter Kennedy ha 31 anni, un bimbo avuto da Sara meno di un anno fa e una frase sul profilo Facebook che non ha bisogno di troppe spiegazioni: “Me ciammo Peter, son irlandeise: strenzo i denti e parlo zeneise“. Per lui e per tanti suoi concittadini non ci sono dubbi di sorta: “In Irlanda l’arancione della nostra bandiera è diventato rosso e tutti i miei amici a casa stanno scrivendo Forza Italia su Facebook. Dall’inizio tifavano tutti anyone but England ma gli italiani ci stanno particolarmente simpatici quindi siamo contenti che gli Azzurri siano in finale”.

“Mio nipote abita in Inghilterra, anche a lui non dispiacerebbe se l’Italia vincesse”, aggiunge da Recco Barbara Hughes. Insomma, non solo a Genova e in Italia, ma anche oltremanica domenica si tiferà Azzurri. Ancora poche ore e sapremo se le speranze diventeranno gioia o delusione.

Photo credits: Masshouse – England and Italy flags on Block I by Elliott Brown licensed under CC BY 2.0

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