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Costruzioni

Edilizia, dopo 12 anni di crisi (Covid compreso) la Liguria vede la luce in fondo al tunnel

Prevista una crescita del 7,9%, quasi il doppio dell'economia regionale. Delle Piane: "Ripresa trainata da opere pubbliche e mercato immobiliare, ma il superbonus non decolla e le autostrade sono una tragedia"

Cantiere lavori edilizia

Genova. Il settore delle costruzioni in Liguria ha perso 134 imprese nel 2020, il 3,7% del totale, con una contrazione del 10,8% degli investimenti rispetto all’anno precedente e un’esplosione della cassa integrazione con un incremento del 388%. Una crisi che tuttavia è stata meno pesante rispetto ad altri settori e che adesso lascia intravedere i primi segnali di rimbalzo, con una crescita stimata del 7,9% nel 2021 a livello regionale (quasi il doppio rispetto al 4,3% previsto da Prometeia).

È il bilancio tracciato oggi dal presidente di Ance Liguria Filippo Delle Piane: “Dobbiamo dire la verità, questo è un settore che non smette di soffrire dal 2008, è l’ennesimo anno di fatica. Ma l’inizio del 2021 ci dice che le cose stanno cambiando. La ripresa è trainata dalle opere pubbliche, in parte anche dal superbonus, e c’è qualche sentore di rimbalzo del mercato immobiliare. Il Covid ha portato l’attenzione l’importanza degli spazi esterni, di un prodotto edilizio nuovo ed efficiente”.

A impattare sull’edilizia, come su molti altri settori, è il disastro delle autostrade in Liguria: “È una tragedia inaccettabile – attacca il presidente di Ance Liguria -. Le autostrade erano rimaste l’unico collegamento, non dico efficiente, ma almeno praticabile per chi doveva spostarsi. Viviamo il paradosso di scontare tutti insieme 50anni di assenza di manutenzione”.

D’altra parte, se è vero che le ore lavorate su Genova sono addirittura aumentate nel 2020 (+1,64%), unica provincia in crescita proprio grazie agli interventi massicci sulla rete autostradale, questo non si è tradotto in un vantaggio per le imprese: “La Liguria ha perso la quasi totalità delle sue imprese più strutturate – ricorda Delle Piane – quindi i grandi lavori e i lavori molto specialistici favoriscono ovviamente la manodopera locale ma hanno poca ricaduta sul sistema imprese associate. Abbiamo bisogno che gli appalti possano essere fruibili anche dalle nostre imprese, ma non si può pensare che dopo 12 anni di crisi uno si strutturi immediatamente”.

Ma i segnali positivi non mancano. Nel 2020 il numero di bandi di gara pubblici è cresciuto rispetto al 2019 (prima 103, poi 170). Il mercato immobiliare ha registrato una certa ripresa (+12,2%) sul finire del 2020, in linea coi dati positivi liguri e nazionali, anche se non si traduce ancora in un aumento dei prezzi. Per il 2021 è previsto un incremento dell’8,6% degli investimenti in costruzioni trainato soprattutto dal recupero abitativo (+14%) e dalla graduale ripresa del comparto non residenziale privato (+5%) e dalle opere pubbliche (+7,7%).

A fare la parte del leone dovrebbe essere il superbonus 110%, una misura che ancora stenta a decollare. “Siamo perplessi ancorché confidenti sulle possibilità dello strumento – spiega Delle Piane -. Abbiamo visto un percorso comunicativo sbagliato e un percorso normativo complesso. Se gli incentivi non verranno prorogati come minimo fino al 2023, rischia di diventare un’ottima idea che avrà generato risultati modesti”.

L’altro ostacolo con cui si scontra il mondo dell’edilizia è l’aumento dei costi delle materie prime: “Sul ferro abbiamo registrato un rincaro del 150% in un mese – prosegue Delle Piane – e molti materiali sono di difficile reperibilità. Questo significa anche che è difficile ottenere preventivi da fornitori preoccupati di non poter mantenere un numero per una lavorazione che dura diversi mesi”.

Sullo sfondo la vertenza coi sindacati per il rinnovo del contratto provinciale, sfociata in una manifestazione in centro una settimana fa. Delle Piane conferma l’apertura ma con cautela: “La richiesta dei sindacati è legittima di fronte a una ipotetica ripartenza del settore, ma abbiamo fatto presente che ci sono ancora molti punti di domanda. I rapporti sono eccellenti, il dialogo è la forma preferita da tutti e abbiamo concordato di rivederci a strettissimo giro per pianificare un percorso. Anche noi siamo volenterosi per la definizione del rinnovo, sono convinto che troveremo la soluzione”.

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