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Il punto

Coronavirus, in Liguria l’Rt schizza a 1,1. Ansaldi: “Ce lo aspettavamo, ora vaccinare i 40-50enni”

Il direttore generale di Alisa: "Solo un ricoverato su 10 è vaccinato, a dimostrazione che la copertura è efficace". Variante Delta al 30% "ma diventerà quella prevalente"

mascherine san lorenzo

Genova. È salito a 1,1 l’indice Rt della Liguria nell’ultimo report settimanale Iss-ministero della Salute sul coronavirus. Un numero che certifica una crescita dei contagi superiore alla media nazionale (il dato italiano complessivo è 0,91) a fronte però di un’incidenza cumulativa che resta bassissima, passando da 5,3 a 7,8 casi ogni 100mila abitanti, ben al di sotto della soglia dei 50 casi oltre la quale scatterebbe di nuovo la zona gialla.

“Alla fine di giugno abbiamo raggiunto il punto più basso di circolazione con tassi di incidenza molto bassi, in media 0,6 casi al giorno ogni 100mila abitanti – commenta Filippo Ansaldi, epidemiologo e direttore generale di Alisa -. È chiaro che la rarefazione delle misure di distanziamento sociale ha avuto un impatto. C’è un’inversione di tendenza, ma è quanto ci aspettavamo. Sarebbe stato impensabile il contrario. In questo momento siamo a 1,7 casi su 100mila abitanti come media settimanale. C’è un aumento importante che potrebbe essere quantificato sul 40-50%, ma siamo sempre su valori bassissimi”.

Per la Liguria il rischio di finire in zona gialla c’è, come per molte altre regioni, ma non è concreto nell’immediato: “Oggi abbiamo un incidenza che è 7 volte inferiore rispetto al cut-off che non è poco, ma non abbiamo alcuna pressione sugli ospedali. C’è un’inversione degli indicatori di circolazione, inutile negarlo. Di certo c’è un certo impatto del turismo e in Liguria aumenta la popolazione durante l’estate, quindi c’è anche un fattore demografico”.

Lo scenario al momento non è così preoccupante proprio perché la pressione sugli ospedali resta trascurabile. “Attualmente non c’è alcun effetto significativo sul sistema sanitario – prosegue Ansaldi -. Stiamo viaggiando su una media settimanale di 2 ricoveri al giorno, mentre nei momenti di picco abbiamo sfondato più volte i 60. Per quanto riguarda i pochi posti letto occupati in media intensità e terapia intensiva il trend rimane statico”.

È chiaro, però, che la situazione potrebbe cambiare nei prossimi giorni: “Finora abbiamo osservato una cinetica abbastanza chiara. Un cambiamento comportamentale ha effetti sull’incidenza degli accessi una quindicina di giorni dopo. Siccome questa è la prima settimana che osserviamo un cambiamento importante, dobbiamo fare attenzione che non si verifichi quello che mi auguro non succeda, cioè un aumento importante dei ricoveri“, prosegue Ansaldi.

Per questo diventa sempre più cruciale accelerare sulle vaccinazioni. Che sembrano funzionare davvero, come dimostrano i dati in arrivo dagli ospedali: “Sul totale dei ricoverati, due su tre non sono vaccinati mentre solo uno su dieci è vaccinato con ciclo completo – spiega Ansaldi -. Considerando che ricoveriamo con più di cinquant’anni e abbiamo tassi di copertura complessivamente dell’80% sugli anziani, questo indica che i vaccini funzionano”.

E, d’altra parte, testimonia che ci sono ancora falle da coprire: “Abbiamo buoni dati di copertura sugli over 70, stanno aumentando negli over 60, ma dobbiamo spingere molto sui 40-50enni, perché è in questa fascia d’età che abbiamo qualche ricovero – insiste il direttore generale di Alisa -. Sono le classi d’età inferiori quelle in cui osserviamo dei buchi. E non dobbiamo lasciare che l’amento della circolazione provochi un aumento delle ospedalizzazioni”.

A preoccupare è ovviamente la variante Delta, molto più contagiosa anche se non più aggressiva: “Al momento in Liguria la prevalenza è del 30%, che è in linea coi dati nazionali. Probabilmente avremo un aumento di circolazione già nelle prossime settimane, al punto che diventerà la variante prevalente. Ma questo è nella natura delle cose”. Anche in questa prospettiva, ribadisce Ansaldi, “non si può pensare che una sola dose fornisca una protezione completa. Ci sono diversi studi che sottolineano l’efficacia del ciclo vaccinale completo contro la varianti per l’aumento degli anticorpi in termini qualitativi e quantitativi. È importante tenerne conto”.

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