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Caos autostrade, da imprese e comitati l’idea di un Mobility Day: “Genovesi tutti in piazza”

Botta (Spediporto): "La città deve tornare a protestare, a un anno di distanza dall'incontro con De Micheli non è cambiato nulla"

corteo camion

Genova. Una grande manifestazione di piazza per ribadire, a distanza di un anno da oggi (era esattamente il 21 luglio), che Genova e la Liguria non possono essere ostaggio dei lavori in autostrada.

A lanciare l’idea di quello che potrebbe chiamarsi Mobility Day come “risposta incazzata di noi liguri” è Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto, l’associazione che riunisce gli spedizionieri, dopo la goccia che ha fatto traboccare il vaso: la decisione di chiudere completamente la A10 tra Aeroporto e Pra’ dal 6 al 23 agosto in direzione Ponente. Una “proposta indecente” che ha messo in allarme l’autotrasporto e gli agenti marittimi, tanto da far presagire il blocco delle merci in porto nel mese di agosto.

“L’idea – spiega Botta – è quella di mobilitare tutta la città nei confronti di questa iniziativa di Aspi che non tiene conto di quanto è stato detto fino ad oggi sulla necessità non incrementare i disagi in agosto. Sempre nello stesso periodo avremo buona parte del traffico a capacità ridotta sulla rete ferroviaria, rendendo di fatto impossibile alla merce uscire dal porto in maniera scorrevole. Avremo un porto a ridottissima capacità, per non dire che ci viene impedito di lavorare”.

La chiusura dell’autostrada andrà a impattare soprattutto sui movimenti tra i due bacini portuali, Sampierdarena e Pra’, dove spesso i camion fanno la spola per scambiare container vuoti e pieni, ma anche sul traffico diretto a Ponente, che dovrà riversarsi tutto in Aurelia. Inoltre lo scalo di Genova Marittima, che serve soprattutto i terminal Sech e Gpt, sarà interdetto dal 9 al 29 agosto, escludendo di fatto anche l’alternativa ferroviaria. Il tutto in un periodo di cosiddetta peak season, stagione di picco, perché i traffici fino a metà agosto sono tutt’altro che ridotti.

Così torna l’ipotesi di una protesta trasversale a tutte le categorie economiche interessate dai disagi: “Mobilitarsi – continua Botta – vuol dire tornare a fare ciò che abbiamo fatto la scorsa estate a luglio, quando abbiamo incontrato la ministra De Micheli a Genova protestando per i disagi al porto, al turismo, agli alberghi. A un anno di distanza non è cambiato nulla, il Governo e Aspi sono inadempienti. La città deve tornare a protestare perché queste iniziative, che pure sono importanti per aumentare il livello di sicurezza autostradale, non possono non tenere in considerazione la necessità di ricevere turisti e continuare a movimentare merci da e per i nostri porti”.

Per ora non c’è nulla di organizzato e sono in corso in queste ore i contatti per capire chi vorrà aderire e con quali modalità. Le prime a lanciare il Mobility Day sono state in realtà le associazioni dei consumatori e i comitati dei pendolari: per lunedì 26 luglio è stato indetto un presidio sotto la prefettura per chiedere al Governo di approvare il piano straordinario predisposto da Regione e Trenitalia per rispondere “all’aumentata domanda di servizio derivante dalla gravissima situazione autostradale”. E non è escluso che questa iniziativa diventi il nucleo embrionale di una manifestazione molto più estesa.

Un anno fa furono i trasportatori ad aprire la giornata di protesta con un lungo corteo di camion per le strade della città. Poi il presidio in piazza Fontane Marose, organizzato dal comitato Salviamo Genova e la Liguria che ha riunito oltre 20 associazioni imprenditoriali genovesi e liguri, e l’incontro con la ministra De Micheli che sfociò nella famigerata dichiarazione sulla “narrazione” per cui la Liguria sarebbe irraggiungibile.

Nel frattempo gli spedizionieri, come gli agenti marittimi, confermano che la reputazione del porto di Genova è ai minimi storici: “Noi stiamo ricevendo segnali preoccupanti – commenta Botta -. Le compagnie indicano di non sbarcare a Genova e consigliano di dirottare le merci su La Spezia, Trieste o Venezia. Dipenderà da quanto saranno impattanti i disagi e quanto a lungo dureranno. Ma è ovvio che, nel momento in cui le aziende si organizzano e consolidano la filiera in modo tale da evitare Genova, poi sarà faticoso riconquistare quei traffici”.

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