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Caos a De Ferrari prima di Italia-Inghilterra, Bucci: “La colpa è di chi non ha rispettato le regole”

Alla fine centinaia di tifosi sono entrati senza green pass, senza mascherine e violando le ordinanze. Il sindaco: "Non potevamo chiudere prima la piazza"

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Genova. “C’è stato qualcuno che ha deciso di infrangere le regole. Il problema è chi si comporta male, cerchiamo di non fare confusione”. Così il sindaco di Genova Marco Bucci, interpellato da Genova24, risponde sul caos scoppiato ieri sera in piazza De Ferrari prima della finale degli europei di calcio Italia-Inghilterra.

Il sistema dei controlli predisposto dal Comune per assistere alla partita sul maxischermo è completamente saltato a causa di un gruppetto di circa 150 giovani tifosi che si trovava nell’area prima che fossero chiusi gli accessi. Così, alla fine, nonostante la presenza di polizia e carabinieri in tenuta antisommossa, centinaia di persone sono entrate senza esibire il green pass (condizione imposta a sorpresa il giorno prima con l’obiettivo di ridurre il numero di accessi), senza mascherine e in barba alle ordinanze che vietavano alcol, vetro e bevande in recipienti chiusi. Ben differente la situazione al Porto Antico, dove tutto è andato secondo i programmi.

Eppure si trattava di uno scenario prevedibile. I primi tifosi “abusivi” erano arrivati in piazza De Ferrari intorno alle 18, ben forniti di alcol, fumogeni e petardi (tutto proibito). Solo dopo un’ora la polizia locale ha iniziato a transennare l’area, così come prevedeva il piano operativo concordato con la Prefettura che stabiliva i primi accessi alle 19.30, ma a quel punto convincere i ragazzi a uscire, sottoporsi ai controlli e quindi rientrare è stato impossibile.

L’intervento del reparto mobile, sollecitato dal Comune, doveva avere un effetto deterrente (difficile immaginarsi cariche contro giovani disarmati, molti dei quali minorenni) ma ha alzato ulteriormente la tensione. Lo stesso Bucci, insieme al consigliere delegato alla Protezione civile Sergio Gambino, è intervenuto di persona sul posto per intimare ai ragazzi di uscire, ricevendo in risposta fischi e proteste.

Dovevamo chiudere prima? La piazza serve a tutti i cittadini genovesi e ai turisti. Non si può chiudere per una domenica intera perché qualcuno potrebbe fare il furbo – ribatte ancora Bucci -. Mi dispiace ma questi comportamenti sono intollerabili. Se un’ordinanza dice che lì non ci puoi stare, non ci puoi stare, non importa se quelle persone fossero già presenti. Alla fine è andato tutto bene e questo è positivo. Molte persone, famiglie con bambini, non erano entrate probabilmente perché avevano paura. Non so se poi abbiano deciso di andare al Porto Antico, spero che non abbiano dovuto rinunciare”.

Nulla hanno potuto nemmeno gli addetti della Main Agency, ditta di vigilanza privata con sede in piazza Invrea appositamente pagata dal Comune per evitare incidenti nella fontana (nel frattempo spenta e svuotata) e nei pressi del maxischermo. Così come i 50 volontari di protezione civile, appartenenti a varie associazioni, che hanno provato a fare moral suasion ma senza disporre di alcun potere coercitivo. Pare che la proposta originaria fosse quella di presidiare i varchi già dalle sei del pomeriggio, ma che la polizia locale non avesse personale a sufficienza per garantire il servizio. Versione che a Tursi nessuno conferma ma neppure smentisce.

Morale della favola: alle 20.45 un gruppo di tifosi dall’interno è riuscito ad abbattere alcune transenne poste in cima a via XX Settembre, causando l’ingresso incontrollato di altri giovani. A quel punto, con la piazza che rischiava di diventare ingestibile, sono stati aperti tutti i varchi, perlopiù senza verificare il possesso del green pass e l’osservanza delle altre regole. Durante il match quasi nessuno indossava la mascherina e sono state frequenti le esplosioni di botti, anche quelli vietati. Con buona pace delle ordinanze per una serata “in sicurezza”, come prometteva il sindaco alla vigilia.

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