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Paura

Boom di contagi a De Ferrari per Italia-Inghilterra? L’immunologo: “Lo sapremo tra 4-5 giorni” fotogallery

A Genova niente mascherine e nessun controllo sui green pass, intanto esplodono i casi tra adolescenti ma gli ospedali restano vuoti

Italia campione d'Europa, i tifosi in delirio a De Ferrari

Genova. “Già fra 4 o 5 giorni, se osserveremo dei picchi di contagi nelle città dove ci sono stati comportamenti a rischio, vedremo se con i festeggiamenti per la vittoria agli Europei abbiamo rischiato troppo”. A dirlo è l’immunologo Sergio Abrignani, membro del Comitato tecnico scientifico, durante la trasmissione Agorà estate su Rai 3.

E tra le città con comportamenti a rischio indubbiamente c’è stata anche Genova, dove il sindaco Marco Bucci aveva disposto l’obbligo di esibire il green pass per accedere alle aree dove sono stati allestiti i maxischermi. L’ordinanza è stata di fatto vanificata in piazza De Ferrari dalla presenza di un gruppo di tifosi prima che la polizia locale chiudesse gli accessi con la conseguente decisione di aprire a tutti senza controlli per evitare problemi di ordine pubblico. In piazza, poi, la festa è proseguita senza distanze e senza mascherine come testimoniano le numerose immagini.

“Speriamo che avvenga quello che è accaduto con i festeggiamenti che ci sono stati quando a Napoli per la Coppa Italia o Milano quando l’Inter ha vinto lo scudetto: ci sono stati assembramenti simili, ma non si è osservato nessun picco di casi – ha proseguito l’immunologo Abrignani -. A quei tempi non c’era la Delta ma c’era la variante Alfa che impazzava. È vero che è meno diffusiva, ma comunque non c’è stato quello che temevamo. Speriamo che sia così anche stavolta, ma abbiamo paura”.

“Un quadro più preciso, circa l’eventuale diffusione del virus in piazza durante la finale di Italia-Inghilterra, si avrà tra due o tre settimane.  In ogni caso si tratta di una situazione preoccupante perché non sono stati rispettati né il distanziamento di sicurezza né le linee guida. Tuttavia, al momento, non esiste alcun allarme“, spiega Paolo Cremonesi, primario di medicina e chirurgia e direttore del dipartimento di emergenza e accettazione dell’ospedale Galliera.

Ben più tranchant era stata la responsabile tecnica dell’Oms per la crisi Covid-19, che guardando in diretta tv le immagini di Italia-Inghilterra nelle città di entrambi i Paesi aveva twittato: “Dovrei divertirmi a guardare il contagio avvenire davanti ai miei occhi? La pandemia Covid-19 non si prende una pausa stasera. La variante Delta approfitterà di persone non vaccinate, in ambienti affollati, senza mascherine, che urlano/gridano/cantano. Devastante“.

Non c’è preoccupazione. Immagino che dai festeggiamenti che ci sono stati ci possa essere qualche caso di contagio, sarebbe assurdo negarlo”, ma “la vita vuol dire anche festeggiare gli Europei, non credo che ci dobbiamo far cancellare la vita dal Covid”, ha commentato il presidente Giovanni Toti. “Penso che il tema non sia piazza De Ferrari – ha replicato Toti ai giornalisti a margine di una conferenza stampa -. Io sono stato alcune ore a festeggiare insieme ai ragazzi per le strade di Genova e gli assembramenti, la folla, la voglia di stare insieme, abbracciarsi e condividere un successo che non raggiungevamo da 53 anni era diffusa a Genova, mi pare fosse diffusa a Roma sotto il pullman degli Azzurri ieri mentre si faceva la sfilata, a Milano dove non è stato allestito il maxischermo, così come in tutta Italia. Pensare, dopo un anno e mezzo di quello che ha vissuto il paese, di limitare questa gioia, era abbastanza improbabile. È stato fatto un tentativo di fare le cose più ordinate possibile, credo che Genova abbia reagito, come le altre città della Liguria, in modo responsabile”.

D’altra parte la situazione epidemiologica ad oggi non desta particolare preoccupazione, così come quella ospedaliera. Secondo i dati aggiornati a ieri sera, l’incidenza in Liguria è pari a 8 mentre si attesta a 5 su Genova e Imperia, 9 alla Spezia e 7 a Savona. I numeri sono in aumento, qui come nel resto del Paese, ma comunque bassissimi in termini assoluti. In particolare in Liguria si contano 121 nuovi casi negli ultimi 7 giorni, in crescita del 55% rispetto alla settimana precedente. Notevole è soprattutto il balzo dei contagi tra gli adolescenti, quadruplicati nel giro di due settimane, anche se questo non si traduce in un aumento dei ricoveri. Il San Martino, infatti, è Covid-free nella media intensità di cura così come la Asl 5 spezzina.

Ed è per questo che il governatore Giovanni Toti, mentre si sta già discutendo di nuove restrizioni, chiede di “cambiare i parametri per calcolare la circolazione del coronavirus nel nostro Paese. Alla luce della nuova situazione che si è venuta a creare e considerato che gran parte della popolazione sta aderendo alla campagna vaccinale non ha più senso calcolare l’Rt in base ai contagi ma dovremmo attenerci ai dati della pressione ospedaliera, quindi calcolare i parametri di rischio in base ad un Rt ospedaliero”.

“Gli ospedali si sono quasi completamente svuotati di pazienti Covid e le rianimazioni sono tornate a occuparsi di tutti gli altri malati – interviene anche Matteo Bassetti, primario di infettivologia al San Martino di Genova – e mentre in Italia qualcuno che sembra vivere sulla luna propone nuove zone gialle o di altri colori più cupi, in Francia scatta l’obbligo vaccinale per I sanitari e da agosto non potrai più andare al ristorante, al bar, sul treno, sul pullman o al cinema e a teatro senza essere vaccinato o avere un tampone negativo. Dal 21 agosto vale per tutti quelli che hanno più di 12 anni. Guardiamo e impariamo! Nel calcio siamo campioni d’Europa e nella gestione della pandemia e del green pass? Non ci saremmo nemmeno qualificati”.

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