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Idee

Begato, le sette proposte di Demos e dei comitati di quartiere per il “dopo diga”

Maggiore coinvolgimento dei cittadini, più servizi e un migliore utilizzo del poliambulatorio di via Sbarbaro

Generica

Genova. Riceviamo e pubblichiamo da Democrazia Solidale-Demos Liguria, Associazione Quartiere Diamante e Comitato di Quartiere il documento con alcune proposte per la rigenerazione del quartiere dopo la demolizione delle dighe.

“Le nostre proposte.
La demolizione in atto delle dighe di Begato deve far una parte di un progetto di
rigenerazione urbana del quartiere; da evento emblematico deve invece diventare l’avvio
di un percorso condiviso col quartiere. A quanto ad oggi noto il progetto, già modificato
più volte rispetto alla stesura originaria, prevede appunto la demolizione della cosiddetta
diga, la costruzione di tre torri da sei piani ciascuna, spazi verdi e campetti gioco e la
collocazione di centri servizi dentro le torri. L’idea iniziale di costruire una “casa di
quartiere” è stata poi abbandonata.

In sintesi:
1. Stabilire un metodo per consentire la maggiore partecipazione attiva della
cittadinanza alla ricostruzione e riqualificazione urbana;
2. Rendere trasparente l’ammontare degli interventi previsti (15 milioni di euro?);
3. I centri servizi, di cui vanno chiarite le tipologie, vanno collocati all’esterno delle torri
così da evitare disagi agli inquilini;
4. Ripristinare quindi l’idea della Casa di Quartiere quale polo di aggregazione sociale,
culturale, ludico e di centro servizi separato dalle abitazioni;
5. È fondamentale rendere operativo il poliambulatorio di via Sbarbaro. Da circa tre anni
l’Ordine dei di Cavalieri di Malta si è candidato a gestirlo ma le autorizzazioni ALISA
non sono mai arrivate;
6. Chiarire se sono previste risorse finanziarie, e loro entità, per la riqualificazione di
edifici in via Sbarbaro, via Brocchi, via Petrini, via Vigliano, via Maritano, via Ravel, via
Cechov;
7. Capire come usare pienamente la struttura del Paladiamante per le attività locali.
Questo è il nostro contributo, ed al contempo la nostra domanda, per un quartiere vivibile
e sostenibile sia dal punto di vista ambientale che sociale”.