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Presidio

“Basta case sotto i ponti”, la protesta di chi vive sotto il viadotto Bisagno fuori dal Consiglio regionale fotogallery

Questa mattina il primo incontro con il sindaco Bucci: "C’è l’impegno per proporre a chi di dovere soluzioni condivise"

Genova. Una trentina di abitanti della zona delle Gavette, Val Bisagno, questa mattina hanno portato un presidio di protesta sotto la sede del Consiglio regionale della Liguria per manifestare contro la convivenza forzata con il cantiere che nei prossimi dovrà mettere in sicurezza il viadotto Bisagno.

Al centro della protesta le compensazioni previste per i residenti che abitano sotto il ponte o nelle sue vicinanze: come più volte raccontato su queste pagine, infatti, la richiesta degli abitanti è quella di essere trasferiti definitivamente da un’altra parte, come è stato fatto per i residenti di via Porro all’indomani del crollo di Ponte Morandi. Ma non solo: in primo piano il tema della sicurezza, visto che dal ponte e dai primi lavori in quota, in questi mesi, sono caduti diversi oggetti, sfiorando in più situazioni la tragedia. E oggi molti di questi oggetti sono stati portati “in mostra” al presidio.

Sul tavolo del Pris, attivato da Regione Liguria per la prima volta in relazione ad un cantiere di manutenzione, però la trattativa non procede: la prima proposta, quella di un rimborso forfettario da 20mila euro a famiglia per chi vive sotto il viadotto, e 10mila per chi è nelle vicinanze, non è stata accolta con entusiasmo dagli cittadini delle Gavette, che chiedono un intervento delle istituzioni in loro difesa e rappresentanza.

Per questo motivo, dopo la protesta in via Fieschi, nel pomeriggio è atteso un presidio simile sotto Tursi, per portare il messaggio anche all’amministrazione comunale. Comune che in questi mesi “sarebbe stato poco presente” come i residenti lamentano, con il sindaco Bucci “che non è mai venuto a trovarci, almeno fino ad oggi”. E’ di stamattina, infatti, la notizia della visita ‘a sorpresa’ del primo cittadino, accompagnato dall’assessore Matteo Campora, che, recatosi in zona Gavette, ha incontrato gli abitanti: “Da parte dell’amministrazione comunale c’è l’impegno per proporre a chi di dovere soluzioni condivise anche questa mattina con i residenti e che possano soddisfare pienamente gli abitanti”, ha scritto Bucci sul suo profilo facebook.

Dopo la protesta i consiglieri regionali hanno incontrato i residenti. Al termine della seduta odierna verrà predisposto e approvato da tutte le forze politiche un ordine del giorno che impegna la giunta Toti a intervenire in conferenza Stato-Regioni per porre il tema a livello nazionale. “C’è un problema legislativo – ha ricordato Claudio Muzio di Forza Italia -. Per procedere all’espropriazione occorre che sia approvata una legge a livello nazionale. Mi pare che la ministra qui a Genova avesse promesso quella legge. Occorre che lavoriamo per stimolare trasversalmente tutti i nostri parlamentari affinché stimolino l’adozione di una normativa che dia una risposta corretta”. Luca Garibaldi (Pd) e Fabio Tosi (M5s) hanno ipotizzato una proposta di legge di iniziativa del Consiglio regionale, “ma i piani devono rimanere distinti, altrimenti non si farebbe in tempo”, ha detto il consigliere Alessio Piana della Lega. “Ho la sensazione che Aspi stia facendo un’operazione vergognosa, un’operazione al ribasso: impegnano meno sulla manutenzione ma si assicurano su massimali più alti perché prevedono che possano esserci incidenti di percorso. Faremo in modo che la Regione costringa il ministero a farsi parte attiva ed è necessario che tutte le Regioni accettino questa proposta di Aspi”, ha aggiunto Gianni Pastorino di Linea Condivisa. “Se Autostrade cede con voi deve cedere con tutti e se vinciamo con voi vinciamo con tutti”, ha concluso Ferruccio Sansa.