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Ancora

Viadotto Bisagno, ancora un distacco di detriti: gli abitanti scrivono al ministro. Aspi: “Massima collaborazione”

E' successo durante i lavori di rimozione, mentre la strada sottostante era chiusa al traffico

Generico giugno 2021

Genova. Il Comitato degli abitanti sotto il viadotto Bisagno hanno scritto una lettera al ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini per chiedere di intervenire e portare avanti il trasferimento delle famiglie lontano dal cantiere. L’appello arriva a seguito di un nuovo distacco di detriti riscontrato dagli stessi abitanti nelle notti scorse.

L’episodio è avvenuto nella notte tra il 27 e il 28 maggio, quando il viadotto è stato chiuso al traffico per rimuovere alcuni new yersey danneggiati da un incidente. “La strada sottostante era stata chiusa al traffico ma il pezzo di cemento è caduto vicino a un portone: se qualcuno fosse uscito di lì in quel momento che cosa sarebbe successo?” scrive Chiara Ottonello, coordinatrice del comitato.

Il fatto, che per fortuna non ha causato danni a cose o persone, si aggiunge ad una lunga lista di episodi simili che in questi mesi hanno letteralmente tolto il sonno ai residenti, e che abbiamo raccontato su queste pagine, tra bulloni, lame di flessibile, grondaie e assi da cantiere. Anche per questo motivo la richiesta degli abitanti delle Gavette, portata anche in sede di Pris, è quella trovare abitazioni alternative per sottrarsi ad una convivenza con il cantiere (che durerà diversi anni) “non più sostenibile”.

“La sostituzione è avvenuta in orario notturno – ha replicato Aspi attraverso una nota stampa – e per garantire la necessaria protezione dell’area, durante gli interventi di sostituzione degli elementi new jersey il personale di ASPI è rimasto attivo in supporto alla polizia municipale per la chiusura della sottostante via delle Gavette, presidiando la zona dalle 21.00 alle 5.00. Dalle verifiche successive non è stato possibile confermare la dinamica del distacco segnalato, né dagli approfondimenti con i tecnici impiegati nei lavori durante la notte che non hanno dato riscontrato rumori o cadute durante l’intervento programmato. In ogni caso, nello spirito di massima collaborazione con il Territorio, e a conferma della piena attenzione ai residenti dell’area del Bisagno, i tecnici della Direzione di Tronco hanno contattato i rappresentanti del Comitato, rassicurandoli circa la massima disponibilità a implementare ulteriormente le misure di sicurezza preventive, per eventuali futuri interventi simili a quello concluso”.

L’episodio ha nuovamente ridestato la polemica politica sulla gestione di questo cantiere. “Le strutture autostradali della Liguria sono datate, il viadotto Bisagno ha la stessa età del ponte Morandi (anni ’60) – scrive Gianni Pastorino, consigliere regionale di Linea Condivisa – e per quanto di diversa costruzione, è stato sottoposto ad un’usura violenta che ne ha determinato la necessità, su richiesta delle persone, di urgenti interventi di manutenzione. La verità è che nessuno vuole assumersi la responsabilità di spostare i residenti di via delle Gavette, dal Governo alla Regione, passando per il Comune, per non creare un precedente che metterebbe in difficoltà chi gestisce quel tratto autostradale – continua Pastorino – Siamo dalla parte del comitato dei cittadini che giustamente rivendica il diritto alla sicurezza, che prevede uno spostamento di abitazioni a carico di chi gestisce le autostrade e degli enti pubblici, e che giustamente rifiuta una monetizzazione di questo inalienabile diritto”, chiosa il consigliere.