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Spazi verdi a rischio

Via delle Campanule, le associazioni: “Avvio carotaggi smentisce il cambio della sede della rimessa”

"Lunedì 14 Giugno i cittadini della zona, dopo un anno di battaglie, si sono svegliati con il parco occupato da mezzi di cantiere, senza avvisi o cartelli".

giardini 8 marzo

Genova. Continuano a sollevarsi polemiche da parte delle associazioni e dei residenti di via delle Campanule per quanto riguarda il progetto del Comune di Genova di realizzare, proprio in quell’area, un parcheggio di interscambio e una nuova rimessa. Pertanto Wwf Genova Città Metropolitana, Associazione MobilitaGenova, Famiglie Senz’Auto Genova esprimono in una nota le proprie considerazioni:

“Al parco di Campanule, sull’asse di corso Europa, dove è prevista una rimessa e un parcheggio di interscambio, oltre ad altre pertinenze, sono iniziati dei carotaggi. Lunedì 14 giugno i cittadini della zona, dopo un anno di battaglie, si sono svegliati con il parco occupato da mezzi di cantiere, senza alcun avviso o un cartello di cantiere. Sappiamo che i residenti hanno immediatamente chiesto l’intervento della polizia locale, che ignara di quanto stesse accadendo, ha effettuato un sopralluogo, chiesto l’apposizione della segnaletica e l’interdizione del parco ai cittadini. Anch’essi ignari di quanto stesse accadendo, ci risulta che il comitato dei cittadini abbia chiesto chiarimenti all’assessore alla Mobilità e all’Ambiente, Matteo Campora, senza ricevere risposte. Solo giorni dopo è stato esposto un cartello con scritto “A causa di sondaggi ambientali il giardino resterà chiuso”.

Le associazioni fanno sapere che solo il giorno 18, sembra, la ditta ha finalmente apposto il cartello obbligatorio di cantiere. “Peccato che in esso risultino compilati solo pochi dati: ditta committente, tipologia di lavori (indagine geognostiche e ambientali), nome ditta esecutrice, data di inizio lavori (ma non della fine)”.

I residenti e il comitato della zona nelle scorse settimane erano quasi certi di aver scampato quella che definiscono “questa sciagura”, dato che in commissione l’assessore si era detto impegnato in studi di fattibilità per spostare sotto lo Stadio Carlini la nuova rimessa prevista dal Piano dei 4 assi.

Le associazioni hanno appreso dal sito del Comune di Genova, invece, che il contratto per la progettazione definitiva del Piano (con il raggruppamento di imprese composto dalla capogruppo Italferr e da Technital Società per Azioni, Ets. Engineering and Technical Service e Abdr Architetti Associati) è stato stipulato.

Tale contratto attendeva da mesi la firma delle parti in quanto ancora non era stata predisposta la convenzione operativa tra il Comune e il ministero. Questa è stata infine approvata (la delibera di giunta è del 1° giugno) e conferma in toto il progetto originario con, tra le altre cose, sia il parcheggio sia la rimessa in via delle Campanule.

“Possiamo quindi dire – affermano le associazioni in una nota – che al momento tutte le modifiche ipotizzate e pubblicizzate sui giornali (compreso l’asse del Ponente fino a Voltri) non sono previste e si sta portando avanti quanto progettato originariamente. Giustamente i Cittadini del Levante sono in forte preoccupazione per un’area verde e ricca di biodiversità che rischia di scomparire. E se la realizzazione di una rimessa a Levante è certamente necessaria, certamente è sbagliata l’area di via delle Campanule”.

Ritenuta quasi inutile invece la realizzazione del parcheggio di interscambio che, “pur nel suo pesantissimo impatto ambientale, non potrà che drenare una quota irrisoria di auto verso il Centro (un parcheggio di interscambio serio deve avere un numero di posti almeno 5-6 volte superiore oltre a necessitare di una forte attrattività del mezzo pubblico con cui avverrà l’interscambio)”.

Wwf Genova Città Metropolitana, Associazione MobilitaGenova, Famiglie Senz’Auto Genova affermano: “E se mai domani i cittadini genovesi si ritroveranno alle fermate di un asse del levante ad aspettare mezzi che non arrivano o arrivano troppo pieni (visto che non saranno niente di più dell’attuale 16/17 da 18 metri – anzi con addirittura meno portata se gestito con mezzi a batteria – in cui dovranno obbligatoriamente trasbordare anche gli utenti che adesso viaggiano sul linee di Borgoratti e San Martino e anche quelli – pochi – che interscambieranno dal cosiddetto parcheggio di interscambio) si chiederanno: ne è valsa la pena?”

Le associazioni dicono di no. “E diciamo che il disastro di via delle Campanule è lo specchio di un progetto – quello degli assi di forza – pieno di crepe con errori previsionali e valutativi: un progetto gestito senza condivisione con i cittadini (se non la comunicazione sui media a cose già decise) approvato per pressioni politiche (anche se tecnicamente insostenibile) che pianifica scientemente un taglio del servizio per 1 milione di km anno, un peggioramento della qualità di viaggio degli utenti con mezzi ancora più pieni e un aumento del cambio dei mezzi, il tutto impiegando quasi mezzo miliardo di risorse pubbliche”.