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L'intervista

Vaccino Covid a bambini e adolescenti, il pediatra Ferrando: “Grande opportunità ma parlatene con i ragazzi”

Il presidente dell'associazione pediatri extraospedalieri risponde ai tanti dubbi sul vaccino per i giovanissimi

Generico giugno 2021

Genova. “Come per gli adulti anche per i ragazzi la decisione di vaccinarsi è una scelta di responsabilità prima ancora che di autotutela ma rappresenta anche un’arma in più per tornare alla normalità e a quella socialità che va recuperata al più presto”. Alberto Ferrando, pediatra genovese e presidente dell’associazione pediatri extraospedalieri non ha dubbi e in questi giorni sta suggerendo a tutte le famiglie dei suoi pazienti di vaccinarsi dal Covid-19.

“In molti mi hanno telefonato stamani dicendo di aver prenotato e chiedendomi se avesse fatto bene – racconta – io li sto rassicurando, ci sono molte motivazioni per vaccinare i ragazzi tra i 12 e i 15 anni e molti pochi motivi per non farlo, oltre ai via libera di Ema e Aifa anche le principali associazioni di pediatria internazionali si sono dette assolutamente favorevoli e anche se è vero che i dati a disposizione al momento non sono moltissimi è vero anche che nel giro di poche settimane potremo avere conferme interessanti”.

-Quindi professor Ferrando il suo consiglio è di vaccinare i ragazzi tra i 12 e 15 anni?
“Senza dubbio ma con una sola raccomandazione ai genitori, parlate con i vostri figli, decidete insieme a loro, date loro tutte le informazioni e rispondete alle loro domande, magari con l’aiuto dei vostri medici, questa sarà una grande occasione per responsabilizzarli e far capire loro il significato di questo gesto, a 12 anni non sono più dei bambini”.

-Quali sono i dubbi più frequenti da parte di ragazzi e famiglie?
“Molti fanno notare che difficilmente nei ragazzini il Covid si manifesta in forme gravi e quindi la domanda è se valga la pena di vaccinarsi, senza avere a disposizione studi a lungo termine sugli effetti del vaccino. Tuttavia difficilmente non equivale a mai. Sebbene il Covid-19 passi quasi inosservato nella maggior parte della popolazione pediatrica, il tasso di ricovero ospedaliero nei bambini risulta, a seconda degli studi, dal 13 al 65% elevato. Nei bambini, inoltre, è descritta una sindrome infiammatoria multisistemica”.

-Uno dei timori è che potenziali effetti negativi del vaccino possano manifestarsi a distanza di molti anni…
“E’ un timore comprensibile ma pensiamo a quanti vaccini i bambini fanno da piccoli senza che nessuno si faccia domande, salvo quel 10% di scettici, piuttosto è importante far notare che abbiamo degli studi sugli effetti a lungo termine del coronavirus, si parla di long-covid pediatrico”.

-Esistono forme di long-covid pediatrico?
“Il long-Covid è la situazione per cui alcuni pazienti, che hanno avuto una forma di malattia Covid- 19 da severa a moderata o lieve, possono soffrire di sintomi variabili e debilitanti per molti mesi dopo l’infezione iniziale. Sono stati pubblicati alcuni dati da cui emerge che, in età pediatrica, viene riportato almeno un sintomo, dopo 5 settimane dall’infezione da Covid-19, nel 13% dei bambini di età inferiore a 11 anni e nel 15% dei ragazzi di età compresa tra i 12 e i 16 anni. Almeno il 20% degli adolescenti che si sono contagiati si porta dietro problemi di tipo psicologico come ansia, depressione, paura di quello che è successo o che potrà capitare in futuro. Tutto questo è evitabile con il vaccino”.

-I ragazzini e i bambini affrontano anche altri tipi di vaccinazione. C’è il rischio di controindicazioni nella somministrazione del vaccino anti Covid con altri vaccini?
“In Usa le associazioni di pediatria hanno già pubblicato i loro studi, in Europa manca una direttiva unitaria ma io credo che non ci siano problemi, una vasta mole di studi su vaccini non Covid-19 ha dimostrato che l’immunogenicità e i profili degli eventi avversi sono generalmente simili quando i vaccini vengono somministrati contemporaneamente e quando vengono somministrati da soli”.

-Ci sono dei tempi suggeriti? Meglio aspettare tra una vaccinazione Covid e un’altra diversa?
“I vaccini Covid-19 e altri vaccini possono ora essere somministrati indipendentemente dai tempi. Ciò include la somministrazione simultanea del vaccino Covid-19 e di altri vaccini nello stesso giorno, nonché la co-somministrazione entro 14 giorni”.

-Quali possono essere gli effetti collaterali a breve termine?
“Come per gli adulti gli effetti più frequenti possono essere mal di testa, febbre, spossatezza… non bisogna preoccuparsi se dovessero insorgere”.

-Il vaccino proteggerà i ragazzi anche dalle varianti?
“Sì, almeno da quelle note al momento ma la questione è diversa – spiega Ferrando – è ormai assodato che più il Coronavirus si trasmette più ha possibilità di replicarsi e di mutare. Non vaccinando rapidamente i bambini rimarrà sempre la possibilità che il virus continui a diffondersi e a mutare in varianti più pericolose, comprese quelle che potrebbero risultare più pericolose proprio per i più piccoli”.

-Ma non si era detto che i bambini contagiano meno degli adulti?
“I bambini non sono superdiffusori di SARS-CoV-2 come lo sono per altri virus, tra cui quello dell’influenza. Ma l’insorgere di varianti che si diffondono più rapidamente, abbinato all’aumento dei tassi di vaccinazione tra gli adulti, significa che presto bambini e adolescenti potrebbero diventare più rilevanti per la diffusione del contagio. Ricordiamo che il Italia ci sono più di 10milioni di individui sotto i 18 anni”

-E a settembre ricominceranno le scuole…
“Se vogliamo che le lezioni scolastiche riprendano in presenza è da valutare, considerando che la maggior parte degli insegnanti si sono già vaccinati, la vaccinazione anche degli studenti: non possiamo permetterci un altro anno scolastico in dad o in parte in dad come quello appena terminato”.

-Sarete voi pediatri a vaccinare i bambini e i ragazzi?
“Nella giornata di oggi e in quella di giovedì i nostri colleghi che si occupano di vaccinazioni incontreranno la Regione per arrivare a un accordo e coinvolgere i pediatri di libera scelta, tuttavia non posso non ricordare che già a dicembre 2020 avevamo dato la nostra piena disponibilità a essere coinvolti nella campagna vaccinale, avevamo chiesto due cose che non sono mai arrivate”.

-Quali sono le richieste dei pediatri alla Regione in tema di vaccini Covid?
“In materia sanitaria la Regione ha una sua autonomia e ha stabilito per legge un aggiornamento professionale coordinato, sarebbe stato utile utilizzare i fondi per la formazione per trovare una strategia unica per comunicare ai cittadini la materia della pandemia – sottolinea il pediatra – inoltre abbiamo chiesto da tempo che nella task force sull’emergenza Covid fossero inseriti anche rappresentanti dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, perché magari l’apporto scientifico non sarà al pari di professori e scienziati ma alla fine siamo noi ad avere il contatto diretto con le persone”.

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