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Riflessione

Vaccino AstraZeneca, ipotesi divieto sotto i 50 anni. Toti: “Il mio parere conta poco”

In Liguria ancora aperto l'open day per over 18, la Asl di Napoli blocca quello in partenza oggi. In arrivo una nuova decisione sul farmaco

Generica

Roma. Vietare la somministrazione di AstraZeneca al di sotto dei 50 anni, visto che tutti i casi di trombosi possibilmente associati al siero anglo-svedese si sono verificati sotto quest’età, soprattutto nelle giovani donne. È l’ipotesi alla quale stanno lavorando in queste ore l’Aifa e il ministro della Salute Roberto Speranza dopo l’appello di scienziati e diverse voci del mondo medico (tra cui 24 vaccinatori volontari liguri che avevano preso posizione prima del ricovero della 18enne ora in coma al San Martino seguita da una 34enne che adesso sta meglio).

Finora in Italia le Regioni continuano a muoversi in ordine sparso. L’Asl di Napoli ha revocato l’open day programmato per stasera, mentre la Sicilia parte proprio oggi. In Liguria la seconda tornata di prenotazioni online per AstraZeneca e Johnson & Johnson rivolte a tutti i maggiorenni è ancora aperta.

Ieri il presidente Giovanni Toti ha tagliato corto: “Non ho nessuna competenza diretta, né per studio né per vita, per dire che cosa bisogna fare realmente coi vaccini. Io mi attengo a quelle che sono le indicazioni dell’Iss, del comitato tecnico scientifico e della struttura commissariale che ci dicono che quel vaccino è preferibilmente utilizzabile (sugli over 60, ndr) ma è autorizzato da Ema, che è la prima agenzia di regolazione del farmaco, per tutte le età dai 18 in poi. Di fronte al parere di Ema il parere di Toti conta piuttosto poco”.

Il vaccino AstraZeneca era stato approvato con la raccomandazione di somministrarlo solo sotto i 55 anni, diventati poi 65 anni e infine 80 anni. Poi sono emersi i casi di trombosi, a volte letali, e il siero è stato bloccato da Aifa in attesa del pronunciamento dell’Ema. Una volta confermato che “i benefici superano i rischi”, la somministrazione è ripresa con l’indicazione di uso prioritario sugli over 60, senza tuttavia vietarlo al di sotto di quest’età. Le stesse prescrizioni sono state applicate a Johnson & Johnson, che ha un funzionamento analogo. Nella seconda metà di maggio, vista la sovrabbondanza di dosi AstraZeneca e il completamento delle vaccinazioni sui più fragili, in diverse Regioni sono state aperte le prenotazioni a tutti i maggiorenni per questi vaccini.

L’infettivologo genovese Matteo Bassetti, primario del San Martino, sconsiglierebbe AstraZeneca e Johnson & Johnson “solo a chi prende la pillola anticoncezionale o altri trattamenti estroprogestinici perché si è visto che in persone giovani che prendevano questi farmaci è stata registrata una maggior frequenza di eventi avversi rari come le trombosi: 6-7 casi ogni milione di vaccini anti-Covid. Eventi rarissimi, ribadisco, ma possibili”.

Mentre il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ha proposto limiti solo sotto i 30-40 anni, visto che al di sopra di questa fascia il rapporto rischi-benefici è ancora convincente.

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