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Inutile

Vaccinazione eterologa, centinaia di green pass errati: “Il ministero sta risolvendo il problema”

Diversi casi sono stati segnalati alle Asl e ad Alisa: "Così è impossibile viaggiare". Problemi anche per guariti e operatori sanitari vaccinati a inizio 2021

green pass cellulare

Genova. Centinaia di green pass errati per chi ha fatto la vaccinazione anti-Covid col richiamo eterologo, cioè prima dose AstraZeneca e seconda dose Pfizer/Moderna: il documento rilasciato dal ministero della Salute (qui tutte le istruzioni per ottenerlo) riporta solo la prima dose Pfizer, come se il ciclo fosse ancora da completare. Un disguido che impedirebbe di viaggiare verso la maggior parte degli Stati europei, che riconoscono la validità del certificato verde solo con la seconda dose (o la monodose Johnson & Johnson).

Il caso ci è stato segnalato oggi da Manuela, una nostra lettrice: “La settimana scorsa ho ricevuto il famoso green pass, ma è sbagliato. Riporta solo la dose Pfizer, registrata come prima dose, e indica come scadenza del green pass la seconda dose (che sarebbe la terza?). Di fatto il mio green pass è inservibile, dovrei andare all’estero a breve, ma se il problema non sarà risolto dovrò fare i tamponi”. Ma l’errore, a quanto pare, riguarda molte altre persone sull’intero territorio nazionale, tutte nella medesima situazione.

“La cosa paradossale – prosegue Manuela – è che è di fatto impossibile segnalare l’errore. Il numero verde della app Immuni/green pass è sempre occupato, non mette neppure in attesa ma riaggancia dicendo di riprovare più tardi. La mail cittadini@dgc.gov.it mi ha assegnato ticket ma ad oggi nessuno ha risposto. In rete non si trova alcuna informazione su come segnalare o risolvere il problema”.

In realtà diverse segnalazioni sono giunte in queste ore sia alle Asl sia ad Alisa. E proprio dall’agenzia regionale per la sanità fanno sapere che “il problema è noto ed è già stato comunicato dai nostri sistemi informativi a quelli del ministero della Salute. Ci hanno spiegato che stanno lavorando per risolvere il problema, anche se attualmente il disguido persiste”. L’inghippo dipenderebbe quindi dalla piattaforma nazionale e non dalle aziende sanitarie locali che non hanno competenza sui green pass se non nel momento di trasmettere i dati relativi all’anagrafe dei vaccinati.

Il problema, da quanto ci risulta, sarebbe ancora più esteso e riguarderebbe anche le persone guarite dal Covid che, per disposizione dello stesso ministero della Salute, ricevono una sola dose di vaccino. Anche per loro il green pass non riporta il ciclo completo ed è quindi inutilizzabile ai fini degli spostamenti all’estero. Impossibile in questo caso utilizzare il certificato di avvenuta guarigione se è più vecchio di sei mesi.

Ad avere difficoltà sono anche gli operatori sanitari che si sono vaccinati a inizio 2021, quando non era ancora obbligatorio fornire il numero di telefono o un contatto e-mail, indispensabili oggi per l’invio del codice autorizzativo che permette di scaricare il green pass. Per chi si trovasse in questa situazione il consiglio è quello di rivolgersi a una farmacia o al proprio medico di base, che possono accedere direttamente all’anagrafe sanitaria e avviare la procedura necessaria.

Per ora il green pass è valido in Italia anche con una sola dose, ad esempio per partecipare a feste, eventi, serate in discoteca (probabile il via libera la prossima settimana) o per visitare parenti in ospedali e Rsa. Ma proprio in questi giorni, considerando la potenza di alcune varianti, si sta valutando l’ipotesi di riconoscerlo solo col ciclo vaccinale completo. In alternativa – oltre al referto del tampone negativo – si possono sempre usare i documenti cartacei o digitali rilasciati ad Asl e ospedali che attestano la vaccinazione e sono equiparati alla certificazione verde europea.

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