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Problema

Terzo Valico, ultimo miglio a rischio: “Una galleria troppo bassa fermerà i treni merci”

La denuncia in una lettera del consigliere municipale Maranini al ministro Giovannini: così sarebbero vanificati i lavori sulla linea del Campasso

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Genova. Una galleria troppo bassa potrebbe impedire ai treni che percorreranno il futuro Terzo Valico dei Giovi di entrare in porto e quindi vanificare gli investimenti per riattivare la linea del Campasso e il relativo parco ferroviario sotto il ponte San Giorgio. La denuncia è contenuta in una lettera che Fabrizio Maranini, consigliere del Pd e presidente della seconda commissione del Municipio Centro Ovest, ha inviato al ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini chiedendo di “evitare lo sperpero di fondi pubblici” e muovendosi sull’onda delle proteste degli abitanti di Sampierdarena e Certosa che vedrebbero passare merci pericolose a breve distanza dalle case.

Il problema riguarderebbe il tratto appena al di fuori del progetto unico di Rfi, cioè lo sbocco sud della galleria Sampierdarena che si trova sotto la rampa di accesso alla Sopraelevata tra via Cantore e via di Francia, all’incrocio con la linea Sampierdarena-Principe Marittima (quella che costeggia via Buranello) che è posizionata a una quota maggiore di circa due metri rispetto ai due binari paralleli a monte. In quello strettissimo crocevia di viadotti e sottopassi dovrebbero passare i treni merci lunghi 750 metri diretti alle banchine di calata Bettolo e calata Sanità.

Generico giugno 2021
A sinistra, la vista satellitare del punto interessato. A destra, la rilevazione dell'altezza di 5,20 metri

“In quel punto l’altezza per la linea diretta in porto si riduce a 5,20 metri – spiega Maranini mostrando una foto che dimostra la rilevazione -. Considerando l’altezza minima per la posa dei binari sulla massicciata, lo spazio alla sommità del sottopasso indispensabile per l‘impianto della linea elettrica, lo spazio per il franco elettrico secondo il voltaggio utilizzato, lo sviluppo del pantografo, la sagoma della locomotiva e dei carri portacontainer che si vogliano utilizzare per il trasporto intermodale ad alta capacità, il limite strutturale risulta evidente”.

Una soluzione potrebbe essere scavare per abbassare la quota dei binari, ma in questo modo la linea, che scorre praticamente al livello del mare, finirebbe per avere una pendenza ancora più forte di quella attesa, che è già di 16 per mille e quindi superiore agli standard europei per l’alta capacità fissati a 12 per mille. E proprio questa sarebbe un’ulteriore spada di Damocle sull’ultimo miglio del Terzo Valico, emersa dopo un confronto tra i terminalisti e il vicepresidente del Consiglio regionale Armando Sanna. Il caso è sbarcato in Consiglio regionale dove la Lega ha presentato un’ordine del giorno che impegna la giunta Toti a verificare urgentemente la situazione con Rfi.

Generico giugno 2021
La linea costiera taglia in due la galleria

A valle della galleria Sampierdarena, tuttavia, si ferma la competenza di Rfi e inizia quella dell’Autorità di sistema portuale, responsabile per gli ultimissimi metri di binari, quelli che dovrebbero raggiungere le banchine. Ma “sino alle calate del porto”, scrive Maranini nella missiva indirizzata al ministero, il tratto è “ancora privo di massicciata, binari, catenaria per l’alimentazione elettrica e persino relativi impianti di segnalazione e di sicurezza”. Tutto da fare, insomma, e senza alcuna certezza sui tempi di realizzazione (il Terzo Valico e l’ultimo miglio dovrebbero entrare in funzione nel 2024).

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Il progetto

Ostacoli che, se confermati, diventeranno il cavallo di battaglia di associazioni e comitati (ma pure il Municipio Valpolcevera) sul piede di guerra per il passaggio previsto di 42 treni merci al giorno sulla linea del Campasso che s’incunea tra i palazzi di Sampierdarena e Certosa, oggi dismessa da vent’anni. Circa il 10% di questi convogli, secondo quanto ha dichiarato il responsabile di progetto Mariano Cocchetti durante l’ultima commissione municipale, trasporterà merci pericolose. Rfi ha già speso soldi per barriere fonoassorbenti e interventi strutturali sulla linea e proprio in queste settimane stanno ripartendo i lavori sul parco del Campasso che sarà attrezzato con 8 binari, ma proprio per l’elevato impatto acustico e ambientale il progetto dovrà essere sottoposto alla procedura Via.

La linea ferroviaria del Campasso tra le case di Sampierdarena
La linea del Campasso tra le case di via Ardoino a Sampierdarena

Così prende di nuovo piede l’ipotesi di ripiegare su un’alternativa già esistente per collegare il porto al bivio Fegino e quindi al Terzo Valico: la cosiddetta linea “sommergibile”, che costeggia lungomare Canepa e la sponda sinistra del Polcevera, al momento sottoutilizzata e sicuramente libera da problemi di altezze e pendenze scorrendo tutta allo scoperto. Idea che finora è stata scartata categoricamente da Rfi perché “vorrebbe dire avere un sistema con scarsa capacità rispetto all’infrastruttura che stiamo creando e limitare decisamente lo sviluppo del porto”. Ma rispettare i piani potrebbe essere molto più complicato del previsto.

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