Quantcast
Escalation

Svastiche e vendette, i sinti di Bolzaneto ora hanno paura: “Prima o poi ci daranno fuoco”

Dopo il secondo episodio e la nuova denuncia si teme un'altra vendetta, ma nel campo nessuno vuole parlare ai media: "Non servirebbe a niente"

Generico giugno 2021

Genova. Quella svastica disegnata su un camper, ben visibile da chi si avvicina arrivando da via al Santuario di Nostra Signora della Guardia, è solo l’ultimo segnale d’odio verso la comunità sinti di Genova, circa 40 famiglie per un totale di 130 persone insediate dagli anni Ottanta a Bolzaneto in una striscia di terreno tra la strada e la sponda sinistra del torrente Burba. Un campo che prima o poi dovrà essere sgomberato per i lavori della Gronda – ammesso che partano davvero – ma che ancora non ha una collocazione alternativa.

All’interno nessuno ha voglia di parlare coi media. “I giornalisti non li vogliamo più. Cosa cambierebbe? Serve solo a far pubblicità a chi ce l’ha con noi”, dicono. Il 15 maggio era comparso il primo messaggio intimidatorio, una svastica su un volantino con la scritta “A morte zingari maledetti, abbiamo vinto noi”. Ieri mattina la scoperta su un camper parcheggiato appena fuori, proprietà di una donna che era arrivata al campo dove risiede anche la sorella: ancora una svastica, ancora la parola “maledetti” vergata con vernice nera.

Quasi scontato che sia opera della stessa mano. “Abbiamo denunciato l’episodio – ricordano – ma non ci abbiamo guadagnato niente: anzi, guardate cosa ci hanno rifatto. Abbiamo lasciato fuori il camper per una notte. È una vendetta, hanno rifatto la stessa svastica. Non sappiamo chi possa essere, non ci mettono certo la firma. La prima volta avevamo trovato il volantino sulla portina della luce. Avevamo chiamato i carabinieri, ma non è servito a niente. Non vogliamo più parlarne”.

volantini svastica sinti

Tra i sinti adesso regnano la paura e la diffidenza. “Temiamo che prima o poi qualcuno ci butti una bomba o ci dia fuoco. Non escludiamo che qualcuno voglia vendicarsi ancora”. Riemergono antichissimi pregiudizi. “La gente pensa che andiamo in giro a rubare. Vedono i camion parcheggiati qua fuori e pensano sia per quello. Di sicuro qualche zingaro ruba, ma i ladri sono di tutte le etnie. E noi siamo tutti italiani“. Tra i più anziani ormai prevale la rassegnazione e nessuno pensa che sia utile parlarne: “È da anni che scrivono articoli su di noi e la situazione è sempre la stessa”. Ma tra i giovani, dicono, “c’è sempre più rabbia“.

campo sinti bolzaneto

Responsabile della comunità è Biagio Bodino, 75 anni, cittadino italiano come tutti i sinti genovesi che rappresentano un’etnia di origine nomade ma presente sul nostro territorio da più di 50 anni. All’interno ci sono roulotte, camper, ma anche piccole abitazioni prefabbricate e in muratura. Sulle corde i panni stesi ad asciugare. Da quattro anni pagano l’elettricità, che prima gli veniva “concessa” tramite un allaccio alla rete pubblica. Alcuni di loro sono giostrai, altri operai, qualcuno si guadagna da vivere commerciando oggetti metallici. Un mondo visto da sempre con sospetto, che adesso teme la violenza.

Più informazioni
leggi anche
svastica campo sinti
Il caso
Ancora svastiche e minacce al campo sinti di Bolzaneto, indagini in corso
volantini svastica sinti
Intimidazione
Bolzaneto, volantino con la svastica all’ingresso del campo sinti: “Maledetti zingari, abbiamo vinto noi”