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Sulle dighe di Genova non si pigliano pesci da oltre un anno, protesta dei tremila appassionati e dell’indotto

In attesa del via libera dell'autorità portuale dopo il fermo a causa del Covid e di alcuni lavori di messa in sicurezza. Ma a ottobre si paventa una nuova chiusura

Diga foranea

Genova. Per la maggior parte dei genovesi le dighe portuali – dalle Grazie a Voltri – sono strutture mastodontiche ma lontane, da ammirarsi dalle alture della città o sporadicamente quando si parte o si arriva in traghetto. Ma per circa 3000 appassionati di pesca sportiva, 2100 locals e 800 foresti, sono lo spazio ideale per buttare l’amo e trascorrere ore e ore di solitudine e compagnia.

Da marzo 2020, però, sulle dighe di Genova non si pigliano più pesci. L’autorità portuale, con l’avvento della pandemia, non ha mai diramato un’ordinanza di divieto ma il lockdown prima e le remore delle varie società e cooperative di battellieri poi hanno stoppato l’attività.

Sì perché sulle dighe foranee non si può accedere se non con un permesso “pescatori dilettanti” da 50 euro rilasciato da palazzo San Giorgio e trasportati dalle società (si contano sulle dita di una mano) autorizzate ad attraccare.

Sono mesi che le associazioni di pesca dilettantistica e le istituzioni si incontrano per sbloccare la situazione e sembrava che un nulla osta avrebbe dovuto arrivare proprio con il primo giorno d’estate. “Ma ancora niente – dice Antonio Carabetta, Arci Pesca Liguria – stiamo aspettando che arrivi questo via libera dovuto alla fine di alcuni lavori di messa in sicurezza ormai da settimane”.

Le dighe aperte alla pesca sono quella della Grazie all’imbocco del porto, quella di Sampierdarena e quella di Aeroporto e quella del terminal di Pra’. “Tenendo conto – continua Carabetta – che l’Autorità Portuale ha già messo le mani avanti sul fatto che a settembre o al più ottobre inizierà il cantiere per la nuova grande diga foranea.

Nel frattempo, però, a soffrire della chiusura non sono solamente i pescatori – 800 residenti e 2100 genovesi quelli censiti attraverso i permessi – ma i tanti lavoratori dell’indotto. “Il 30% dei negozi di pesca o correlati sono già spariti, alcuni si sono fusi – racconta il referente di Arci Pesca – c’è tutto un indotto a rischio che naturalmente alla lunga potrebbe comprendere anche gli stessi battellieri”.

L’ultima riunione sul tema si è svolta venerdì 11 giugno negli uffici della Regione Liguria. Erano presenti gli assessori Piana e Benveduti, il dirigente dell’ Autorità Portuale Pellizza, Antonio Carabetta, Imparato della Fipsas e Velardita gruppo pescatori “pesquei d’ouè”. Non era presente la capitaneria di porto che però non ha mai dato divieti alle attività.

Una volta che arriverà – se arriverà – il nulla osta bisognerà capire anche come sarà risolta la questione patentini: quelli del 2020, inutilizzati, avranno una proroga di validità rispetto ai 30 mesi? Probabile una proroga di almeno un anno rispetto alla data di rilascio.

Il tema domani, martedì 22 giugno, sarà affrontato anche con un’interpellanza della consigliera comunale del Pd Cristina Lodi: “Considerato che è stata approvata all’unanimità in data 4 agosto 2020 la mozione n. 106 sul tema della Pesca Sportiva del 22 luglio 2020 – si legge nel testo – Rilevato che la mozione impegnava il sindaco e la giunta a farsi parte attiva presso Autorità Portuale e capitaneria di porto di una forte azione volta al ripristino del servizio effettuato dalla cooperativa Battellieri per promuovere una attività sana e di forte valenza sociale ed aggregativa e di innegabile ritorno turistico”.

“Tenuto conto che da luglio 2020 nulla è cambiato anzi la situazione si è aggravata trascinandosi anche il settore economico collegato a questa attività con la chiusura di piccoli negozi che fornivano attrezzatura ai pescatori stessi – continua l’interpellanza – si interpella il sindaco e la giunta per sapere a che punto è l’interlocuzione con Autorità Portuale sia per il ripristino del servizio effettuato dalla cooperativa battellieri sia per sostenere la ripresa effettiva della pratica sportiva”.

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