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Sestri ponente

Sciopero e corteo a Sestri ponente dei lavoratori De Wave in vista di 15 licenziamenti. L’azienda: “Stiamo lavorando per ricollocazione”

La procedura non è ancora partita perché si attende lo sblocco dei licenziamenti ma

De Wave

Genova. Sciopero di due ore con corteo per le vie di Sestri ponente stamattina per i lavoratori della De Wave, azienda leader negli allestimenti navali, che lavora in appalto a Sestri ponente per Fincantieri e a Genova occupa oggi circa 200 persone. L’azienda nelle scorse settimane ha preannunciato una riduzione del personale non appena sarà operativo lo sblocco dei licenziamenti. “Dall’ultimo incontro con l’rsu – spiega Enzo Russo della Fiom – sembra che la procedura riguardi 15 dipendenti, per la maggior parte operai, mentre per altri si è arrivati a una risoluzione consensuale”.

“Non si tratta di una crisi di mercato perché il gruppo di proprietà di un fondo californiano – dice la Fiom – vorrebbe dare in subappalto alcune attività abbandonando in parte gli allestimenti delle grandi navi da crociera”. La procedura di licenziamento collettiva non è stata ancora aperta visto che il blocco è ancora in atto ma potrebbe esserlo dal 1 luglio.

“Siamo preoccupati perché se verrà confermata la scelta di abbandonare le grandi navi da crociera potrebbero esserci ripercussioni anche sui lavoratori che si occupano della progettazione degli allestimenti” dice la Fiom che rispetto al blocco dei licenziamenti pone anche un’ulteriore questione: “Il blocco dei licenziamenti è stata una misura indispensabile durante la pandemia ma noi chiediamo di andare oltre e rivedere tutto il sistema degli ammortizzatori sociali perché in Italia la cassa integrazione è molto bassa rispetto agli altri Paesi europei e va portata invece al 90% dello stipendio”.

La De Wave group, che ha preannunciato una nota ufficiale sulla vertenza, rispetto ai licenziamenti conferma il numero dei lavoratori coinvolti da quella che definisce una “ristrutturazione funzionale” di un gruppo che impiega 750 lavoratori che operano in quattro Paesi.

“Dall’inizio dell’anno sul territorio ligure – spiega l’azienda – il saldo delle assunzioni è attivo e l’intenzione del gruppo non è quella di lasciare a casa questi lavoratori. Anzi da mesi siamo impegnati per una loro ricollocazione attraverso agenzie di outplacement e contatti con aziende subappaltatrici che lavorano con noi”.

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