Quantcast
Diritti umani

Salvataggi in mare e proteste contro la guerra: “La solidarietà non è un crimine”, venerdì presidio a Genova

Organizzato da Sea Watch e Calp, appuntamento alle 16.30 sotto la Prefettura

sea watch

Genova. Presidio venerdì 25 giugno sotto la Prefettura di Genova per dire no alla criminalizzazione delle organizzazioni impegnate a difendere i diritti umani. Ad organizzare la manifestazione l’organizzazione umanitaria Sea Watch che si occupa di soccorrere in mare i migranti che fuggono da guerre e sfruttamento, insieme al Calp, il collettivo autonomo lavoratori portuali, che si trova sotto inchiesta per le sue battaglie contro il traffico d’armi in transito nel porto di Genova.

“Il Mar Mediterraneo è stato trasformato in una barriera volta a respingere chi prova ad attraversarla in cerca di salvezza, ma aperta al passaggio di armi e rifiuti tossici – spiegano in una nota Calp e Sea Watch – L’Europa, e i suoi Stati Membri, oltre ad alimentare i conflitti e lo sfruttamento economico che spingono migliaia di persone a lasciare forzatamente le loro terre d’origine, continuano a militarizzare i propri confini e si assumono la responsabilità di sistematiche omissioni e imperdonabili ritardi nelle operazioni di ricerca e soccorso”.

“L’indifferenza è complicità” dicono e c’è un filo rosso che lega chi si oppone a queste politiche: “è quello “della criminalizzazione e della repressione”.

Negli ultimi quattro anni, le Procure siciliane hanno aperto ben venti indagini contro gli equipaggi delle navi umanitarie. Le accuse, che ad oggi non hanno mai portato ad una sentenza di condanna, includono favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, resistenza a pubblico ufficiale, violenza a nave da guerra e associazione per delinquere. Al momento tre navi su otto sono sottoposte a fermo amministrativo. A Genova, invece, Calp è indagato per associazione a delinquere: “reato di mera condotta, volto a tutelare l’ordine pubblico, che si configura quindi con sola la costituzione dell’associazione, a prescindere dalla effettiva commissione di reati”.

Si tratta di indagini e processi che “mirano a logorare il carattere associativo delle nostre lotte” dicono Calp e Sea Watch ” ma coloro che violano sistematicamente i diritti umani, le leggi della Repubblica Italiana, nonché i principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale, tra cui il diritto al soccorso e all’asilo, il principio secondo cui l’Italia ripudia la guerra e i divieti relativi al traffico di armi, non sono né le Ong impegnate nel Mediterraneo né i lavoratori del Calp”.