Presidio Calp e Sea Watch: confronto con il nuovo prefetto per chiedere più sicurezza nei porti - Genova 24
Le richieste

Presidio Calp e Sea Watch: confronto con il nuovo prefetto per chiedere più sicurezza nei porti

L'incontro venerdì nell'ambito del presidio "La solidarietà non è un crimine". La nota del sindacato Usb

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Genova. Hanno incontrato il prefetto di Genova Renato Franceschelli i rappresentanti del Calp e Sea Watch che venerdì hanno organizzato un presidio per chiedere che le proteste contro le navi delle armi e a favore di soccorsi umanitari non siano criminalizzati con inchieste e fermi delle navi.

“I nostri delegati – spiega il sindacato Usb coordinamento nazionale porti in una nota – hanno ribadito al rappresentante del Governo i nodi politici e le ragioni umanitarie del loro agire, evidenziando come quest’ultimo affondi le radici nella necessità di associarsi ogniqualvolta sono in pericolo il rispetto della nostra costituzione (che ripudia la guerra e tutela la vita e i diritti umanitari di chi fugge da essa) e rigettando l’idea che tale condotta possa essere fatta oggetto di addebiti penali di sorta o, quel che è peggio, di stravolgimenti politici in cui le vittime diventano i colpevoli”.

I lavoratori del Calp, tutti iscritti al sindacato Usb, hanno anche spiegato al prefetto come “il ruolo istituzionale dell’autorità portuale troppo spesso sia venuto meno e non ci abbia consentito, ad oggi, di avanzare e di articolare proposte, escludendoci sistematicamente dai tavoli di confronto locali”.

In occasione di questo primo incontro, l’Usb ha anche esposto al nuovo rappresentante del governo la “piattaforma rivendicativa caratterizzata dalla sicurezza quale punto qualificante e irrinunciabile, a partire proprio dalla necessità di individuare e dare conto di tutti i transiti di armi, merci pericolose e lavorazioni che espongono lavoratori e cittadini ad un elevato rischio, ai sensi della Legge 185/90 in materia di ‘Nuove norme sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento’, fino ad arrivare alla totale mancanza di presidi medici e di sicurezza adeguati all’interno dei porti” registrando “un’ampia disponibilità del Prefetto a proseguire un dialogo costruttivo e a farsi parte diligente nella supervisione alla realizzazione delle misure da noi richieste”.

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