Perché i responsabili di marketing digitale devono anche essere esperti in sicurezza informatica - Genova 24

Perché i responsabili di marketing digitale devono anche essere esperti in sicurezza informatica

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Al giorno d’oggi, il marketing digitale (o Digital Marketing) rappresenta un ramo fondamentale per un’impresa: infatti, i professionisti che se ne occupano sono responsabili dello sviluppo della rete commerciale dell’azienda e della sua promozione attraverso molteplici canali digitali (come ad esempio i social network). In virtù di tale compito, i responsabili dell’area marketing si ritrovano a fare i conti con la gestione di grandi quantità di dati sensibili, spesso archiviati su piattaforme cloud, che per ovvi motivi fanno gola ai malintenzionati. Nel caso in cui un hacker riuscisse a superare i sistemi di sicurezza di un’impresa e a impadronirsi di questi dati, le conseguenze sarebbero molto gravi. Infatti, l’azienda (o per meglio dire, il brand) potrebbe subire pesanti ripercussioni in termini di reputazione e, di conseguenza, anche sul piano economico.

Da quanto esposto finora, risulta evidente come l’aspetto della sicurezza informatica all’interno di aziende private (ma anche di enti pubblici) non debba essere più soltanto una responsabilità degli esperti in materia, ma anche un elemento chiave per i Digital Marketing Manager. Questi, infatti, devono essere sempre più coinvolti e spinti a collaborare attivamente per arginare i rischi legati agli attacchi informatici.

Principali tipologie di attacchi informatici

Gli attacchi informatici che gli hacker possono mettere in atto ai danni di un’azienda o di un ente pubblico sono molteplici. Tra i tanti, sono da ricordare in particolare gli attacchi eseguiti tramite malware o e-mail di phishing. I malware sono software di piccole dimensioni che vengono spesso scaricati inconsapevolmente e interagiscono con il sistema operativo, compromettendone il normale funzionamento. Ad esempio, possono dar vita a una connessione nascosta verso un server gestito da un hacker, il quale avrà così accesso alle informazioni sensibili dell’azienda.

Il phishing, invece, consiste nell’invio, da parte di un malintenzionato, di un’e-mail fraudolenta che però, a prima vista, sembra provenire da un mittente noto. Questo tipo di e-mail spesso contiene allegati malevoli o link a siti apparentemente legittimi, in cui all’ignaro destinatario viene richiesto di inserire informazioni personali, magari con il pretesto di risolvere un imprevisto di carattere urgente. Ovviamente, tali informazioni finiranno nelle mani del malintenzionato, con conseguenze anche molto gravi.

Cosa possono fare i responsabili di marketing digitale?

La prima cosa che un’azienda può fare per arginare i rischi legati agli attacchi informatici consiste nella formazione del personale, in particolare di chi si occupa di marketing digitale, che spesso rappresenta il principale bersaglio dei malintenzionati. Organizzare dei corsi formativi su misura è fondamentale per diffondere la cultura della sicurezza informatica anche tra i non esperti in materia. Ad esempio, è possibile insegnare al personale come riconoscere le e-mail e i messaggi sospetti, oppure a utilizzare appositi software, come antimalware e antivirus, per limitare i rischi legati a questa tipologia di attacchi.

Inoltre, nel caso in cui dovesse verificarsi un attacco informatico, un team di marketing digitale istruito in materia di cybersicurezza potrà mettere a punto delle valide strategie di comunicazione rivolte anche ai clienti dell’azienda o ai suoi fornitori. Questo aspetto è molto importante, in quanto permette al brand di salvaguardare la propria credibilità.

Ovviamente, in questo periodo di pandemia caratterizzato dall’aumento del lavoro da remoto, è fondamentale che i responsabili del marketing digitale adottino adeguate misure di sicurezza anche relativamente alla propria rete domestica. Oltre ai già citati software antimalware e antivirus, è possibile utilizzare un firewall. Una volta installato sul router, il firewall permette di controllare chi può avere accesso alla propria rete domestica e, quindi, di bloccare eventuali dispositivi non autorizzati. Inoltre è consigliabile utilizzare una VPN, ossia una rete privata virtuale che agisce da intermediario tra la rete locale e internet, criptando i dati inviati e ricevuti e rendendoli illeggibili a chiunque non possieda l’apposita chiave di crittografia. Se lo si preferisce, è anche possibile utilizzare una VPN gratis; tuttavia, occorre tener presente che ben difficilmente potrà garantire lo stesso livello di protezione di una a pagamento.