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Nell’ex mercato di corso Sardegna aprirà un supermercato Coop da 1.000 metri quadrati

Esclusa la Conad di corso Sardegna che avrebbe voluto trasferirsi in un luogo più sicuro. La società: "Valutata la migliore offerta economica"

Generico giugno 2021

Genova. Sarà un punto vendita della Coop il supermercato da 1.000 metri quadrati che nascerà all’interno dell’ex mercato di corso Sardegna, struttura in corso di riqualificazione grazie a un project financing da 27 milioni. La decisione è stata presa dalla società concessionaria al termine della trattativa mediata dalla milanese Savills, la stessa che sta seguendo la valorizzazione commerciale dell’intero immobile.

Di conseguenza porte chiuse per la Conad di corso Sardegna, aderente al Civ, che ha sede sotto il livello stradale di fronte all’ex mercato e che avrebbe voluto trasferirsi in un’area più sicura dopo essere stata gravemente colpita da due alluvioni.

Per i negozianti della zona, ormai esclusi dalla partita commerciale a causa di condizioni economiche definite “improponibili”, si tratta di un altro smacco. “La prima cosa che succederà? La nostra Conad chiuderà – profetizza Umberto Solferino, presidente del Civ di corso Sardegna, immaginando una concorrenza insostenibile da parte della nuova Coop -. I nostri consorziati avrebbero accettato qualunque richiesta, ma noi riteniamo che questa decisione fosse scritta fin dall’inizio. Vorremmo capire quali sono stati i criteri che hanno portato a questa scelta”.

A rispondere è Enrico Ivaldi, consulente legale per la società Mercato di corso Sardegna: “L’offerta della Coop è risultata quella economicamente più vantaggiosa a seguito della selezione fatta dalla società Savills, che ha invitato gli operatori più importanti del settore”, spiega. Oltre alla Coop e alla Conad, da quanto si apprende, si erano fatte avanti altre realtà della distribuzione. “Alla fine, dopo averli contattati tutti, alcuni non erano interessati, altri non erano in grado di trasferire la licenza. Sarà un contratto di locazione, mentre agli altri soggetti  viene proposto un contratto di affitto di ramo d’azienda”.

In una nota successiva Ivaldi precisa che insieme all’offerta economica “sono valutati tutta una serie di altri fattori che si differenziano dall’aspetto economico e si integrano con lo stesso  e che riguardano una complessiva valutazione di tutti gli elementi in gioco e che hanno fatto decidere alla proprietà di contrarre una locazione con Coop”.

Quali siano i termini economici alla base del contratto è ancora top secret. Formalmente si tratterà di un trasferimento di licenza, come previsto dall’accordo di programma. Questo, tuttavia, non significa necessariamente che Coop dovrà chiudere un supermercato altrove per aprirne uno nuovo in corso Sardegna (per esempio sarebbe sfruttare una licenza riferita a un’area oggi inutilizzata).

Fatto sta che, secondo il Civ, le cose starebbero diversamente da come le spiegano i concessionari: “La Conad avrebbe sottoscritto qualunque condizione ed era già pronta a trasferirsi da Cornigliano. Per noi è tutto falso, non c’è stato davvero il tentativo di cercare la migliore offerta. Lo dicevamo da due anni che sarebbe finita così”.

Luca Mancino, l’agente della Savills che sta seguendo le trattative per conto della società concessionaria, ribadisce: “La scelta è stata fatta dalla proprietà, che ha deciso a 360 gradi. Sicuramente sono state valutate anche l’insegna e la presenza sul territorio. Possiamo garantire che tutto si è svolto secondo le regole previste dalla convenzione”.

Intanto proseguono senza sosta i lavori per trasformare l’area. In questi giorni verranno realizzate le coperture della nuova galleria, mentre a fine giugno si inizierà a posare la pavimentazione del parco, con la previsione di piantare i primi alberi a settembre. Il cantiere dovrebbe terminare a ottobre-novembre e l’obiettivo è aprire i negozi entro fine anno.

Chiusa la partita del supermercato resta aperta quella delle altre attività commerciali. Sul piatto ci sono circa 7mila metri quadrati di spazi per un totale di 35 locali (il numero potrebbe cambiare a seconda delle suddivisioni) che variano da 60 a 500 metri quadrati. La Savills ha già elaborato un piano basato su un “mix merceologico” potenzialmente attrattivo: ci saranno attività di ristorazione, uffici con vista parco e una parte di retail tradizionale. “Andiamo avanti, l’attività è appena iniziata. Per ora non è stato firmato alcun accordo preliminare“.

Terminata ad aprile la fase di prelazione per il Civ, tecnicamente nulla vieta ai commercianti del quartiere di rientrare in trattativa. Ma Solferino è rassegnato: “Siamo stati tagliati fuori, è finita lì. Vedremo tutte le attività storiche cosa faranno, purtroppo il trend è già segnato. E noi rappresentiamo un territorio molto più ampio delle 24 attività consorziate. L’operazione parte da lontano e le responsabilità politiche sono di tutti. Questa è la ciliegina sulla torta”. A prendere il loro posto saranno probabilmente catene, marchi internazionali della moda e della ristorazione, in ogni caso realtà con le spalle molto più larghe dal punto di vista finanziario.

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