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Il caso

Nave da Cornigliano a Savona per dribblare lo sciopero ex Ilva: portuali della Culp solidali con i metalmeccanici

Secondo alcune ipotesi sarebbe in partenza domattina ma la Fiom: "Si tratta di sostituzione di manodopera in sciopero, non si può, così aumenta l'agitazione in fabbrica"

Culp Rebagliati Savona

Genova. Le proteste contro l’ipotesi di cassa integrazione per i lavoratori ex Ilva di Cornigliano rimbalzano fino a Savona per un caso che rischia di fare aumentare ancora di più la tensione all’interno della fabbrica in vista della manifestazione con corteo di domani.

I delegati della Culp, la compagnia unica dei lavoratori portuali di Savona, hanno fatto uscire un volantino in cui si esprime solidarietà agli operai dell’acciaieria genovese. Una nave carica di coils, infatti, potrebbe essere dirottata dalle banchine di Cornigliano a quelle dello scalo savonese per evitare blocchi dovuti alle proteste.

“Veniamo a conoscenza del fatto che in queste ore si stia discutendo sulla possibilità di spostare una nave di coils e le relative operazioni di sbarco, rischiando di promuovere la sostituzione involontaria dei lavoratori genovesi in sciopero – si legge nel volantino della Culp – su questo punto non possiamo che esprimere il nostro disappunto, e preoccupazione, chiedendo a tutte le parti in causa l’uso del buonsenso nel rispetto dei lavoratori e delle loro famiglie. Riteniamo inoltre, che le tali situazioni debbano essere scoraggiate dalle autorità e dagli enti preposti al controllo e allo sviluppo, economico e sociale, del porto di Genova-Savona”.

La nave, la Merak, è un cargo da 28mila tonnellate e trasporta 1300 rotoli di acciaio. Potrebbe partire domani mattina proprio nelle ore in cui a Cornigliano i lavoratori saranno in assemblea prima di partire in corteo verso la prefettura. La nave non è stata fatta partire oggi perché il retroporto di Savona non ha spazi a disposizioni.

“Questa cosa non si può fare – sottolinea Armando Palombo, Fiom, coordinatore Rsu dell’ex Ilva – si tratta di sostituzione di manodopera in sciopero e non è contemplata dalle normative, un gesto che, se venisse messo in atto, confermerebbe ancora una volta la protervia della gestione dell’azienda, già dimostrata nella volontà di tirare dritto sulla cassa integrazione. Nel frattempo ringraziamo per la solidarietà i lavoratori della compagna unica”.

Palombo aggiunge: “Il governo italiano pur essendo socio di Acciaierie d’Italia non riesce a imporre uno stop a questa direzione aziendale. Oltre a una richiesta di cassa integrazione Ordinaria per crisi di mercato quando il mercato è in forte espansione – ribadisce – la direzione sposta il lavoro da Genova a Savona contro i lavoratori che scioperano. Questo atteggiamento contribuisce ancor più a riscaldare gli animi tra i lavoratori siderurgici genovesi. La misura è colma“.

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