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Vexata quaestio

Movida nel centro storico, la soluzione del Comune? Spostarla dai vicoli al porto antico

Intanto, dopo la “notte brava” di lunedì, la riunione di giunta di oggi partorirà nuove regole sul consumo degli alcolici

Generico giugno 2021

Genova. La movida nel centro storico, dei problemi di convivenza tra il chiasso notturno e i residenti, quelli legati alla gestione dell’abuso di alcolici o dell’abbandono dei rifiuti, è una questione che affonda le sue radici agli anni Novanta, quando l’orrendo termine movida neppure esisteva, e quando la trasformazione della zona di Sant’Agostino con il trasferimento della facoltà di Architettura portò i giovani e poi i locali a far rivivere una rive gauche che fino a quel tempo era terra di nessuno.

Nel corso degli anni si è provato a più riprese, e con qualche risultato positivo, a migliorare la situazione. Ordinanze, regolamenti, maggiori controlli – mai abbastanza secondo gli abitanti nel centro storico – passaggi più frequenti dei mezzi Amiu, il gioco di squadra di alcuni gestori di locali “virtuosi”. Ma dopo quasi due anni di pandemia e di vita sociale ridotta a un lumicino dai dpcm, la prima notte di zona bianca, lunedì, ha fatto risvegliare il mostro.

Folla, giovani festanti, molti più che su di giri, insulti alla polizia, il caso di un 16enne che ha lanciato bottiglie, alcolici serviti a minorenni, rumore fino a tarda notte sono il mix che ha portato a un riaccendersi delle polemiche. Ma il Comune di Genova sta elaborando un piano ben preciso per risolvere il problema della movida del centro storico: toglierla dal centro storico.

La giunta di centrodestra sta lavorando da tempo da un progetto per creare le basi di una vera e propria trasformazione delle abitudini dei giovani. Trasferire la movida dai caruggi alla zona del porto antico, da calata Mandraccio ai Magazzini del Cotone, compreso lo slargo dell’arena del mare. Creare i presupposti per dare vita in quell’area lontana dalle abitazioni (se si eccettua quelle di via del Molo) una cittadella del divertimento sia nel periodo estivo sia in quello invernale.

Un’idea che piace molto al sindaco Marco Bucci e che è basata anche sulla convinzione che la potenzialità di quegli spazi sia oggi tutta da sfruttare. I locali non mancano ma c’è spazio per altre attività, magari anche di tipo non stanziale (street food). Uno dei modelli potrebbe essere il lungo darsena di Marsiglia ma, senza andare così lontano, anche la zona attorno al Priamar di Savona.

La questione rumore sarebbe limitata alle case di via del Molo, quelle affacciate su calata Mandraccio, e – nei giorni di vento da sud – anche a quelle di San Benigno e Di Negro, ma poco più di un’eco lontana. Altri aspetti positivi, secondo il Comune, sarebbero quelli legati alla sicurezza – i vicoli sono per definizione non semplici da controllare da parte delle forze dell’ordine, inoltre nell’area del porto antico è in atto una sperimentazione con telecamere 5g – e della pulizia – il passaggio dei mezzi Amiu sarebbe più semplice.

Resta da capire come prenderanno questa ipotesi i gestori dei locali del centro storico, imprenditori che hanno investito molto nell’apertura di nuovi esercizi e che hanno tenuto duro per non abbassare le serrande definitivamente nel corso del periodo Covid.

Quello del trasloco della Movida è un progetto che sarà svelato nei suoi dettagli nelle prossime settimane, e che comunque non dovrebbe partire prima del prossimo inverno. Intanto, sul breve periodo, la giunta Bucci ha intenzione di mettere a punto degli aggiustamenti per gestire la movida soprattutto sul fronte del consumo di alcolici.

Nella riunione di giunta di oggi a palazzo Tursi si parlerà di come rafforzare il corpus di regolamenti già esistente per i locali dei caruggi. Venute meno le restrizioni covid restano in vigore quelle sugli orari di apertura e chiusure del periodo pre-pandemia. Tornano in vigore anche i divieti per l’asporto di vetro e lattine chiuse. Ma visto che potrebbe non bastare il Comune potrebbe partorire un’ordinanza o un altro tipo di determinazione più stringente. Magari già in tempo per il prossimo fine settimana.

Una richiesta, quella di revisione delle ordinanze, lanciata a gran voce dal presidente del municipio Centro est Andrea Carratù che chiede anche l’intervento della prefettura per coordinare una serie di interventi volti a mantenere alta la soglia di attenzione sui comportamenti nel centro storico.

“Quello a cui abbiamo assistito ieri sera e durante la notte nel Centro storico, è il frutto di una
sottostima di quello che sarebbe potuto accadere. Gli abitanti sono esasperati da comportamenti
estremamente riprovevoli da parte di troppi”, afferma Carratù.

“Il municipio Centro Est, aveva già suggerito una riproposizione e revisione delle ordinanze, relative al consumo degli alcolici e alla movida anche tramite un’interpellanza votata dal consiglio municipale”, aggiunge.

“Lo scenario grave e allarmante presentatosi questa notte nel centro storico, non può che
suggerire a chi di dovere un tempestivo ed arginante intervento, coordinato dalla prefettura, volto
al controllo e alla sicurezza del cuore di Genova al fine di mantenere alta la soglia di attenzione
proprio in virtù dell’allentamento delle misure anti-covid”

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