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Punti di vista

Movida, i locali del centro storico: “No al trasferimento al Porto Antico, chiudere chi sgarra”

"Fare qualcosa a chi vende alcol a prezzi stracciati e peggio ancora ai minorenni"

movida

Genova. “Animum debes mutare, non caelum”. L’animo deve mutare non il cielo, diceva Seneca. Stesso discorso sembra valere per il piano del Comune di Genova di spostare la movida dal centro storico al Porto Antico, almeno dal punto di vista dei titolari dei locali più frequentati.

“Vivo e lavoro in piazza delle Erbe, secondo me è sbagliato parlare di spostamento della movida perché così facendo non si risolve il problema ma semplicemente si posiziona altrove: al Porto Antico non ci sono abitazioni, ma ci sono comunque delle situazioni particolarmente turistiche che ne risentirebbero in modo negativo – afferma Marina Porotto, presidente del Civ Il Genovino, di Fipe Liguria e titolare del locale Biggie di piazza delle Erbe -. Non occorre cambiare zona, ma al contrario bisogna educare, correggere e creare progetti risolutivi”.

Da quando la Liguria, lunedì 7 giugno, è entrata in zona bianca – senza più coprifuoco – sono tornate alla ribalta le polemiche sulla movida nel centro storico, che già prima della pandemia erano protagoniste di animate discussioni tra residenti e Comune, per via degli schiamazzi provocati dai numerosi giovani fino a tarda notte.

“Non ha senso spostare la movida, anzi: impossibile spostarla. Piazza delle Erbe è la movida. Spostarla significa cambiare le abitudini delle persone, impresa assai ardua” – afferma Oscar Airasca, titolare del locale Caffè Latino, nel cuore di piazza delle Erbe – Abbiamo bisogno di una movida sana e educata, secondo me è possibile averla se si facessero chiudere quei locali dove si vende alcol a prezzi stracciati e peggio ancora ai minorenni”.

“Vogliamo solo una buona movida e un centro storico normale – dice Matteo Nicora, titolare del locale Cialtroneria sito in salita Pollaiuoli – tuttavia sarei anche d’accordo con il Comune per spostare la movida al Porto Antico, così molti molti locali che vendono alcol a 1 euro chiuderebbero”.

Anche Davide Volterra, titolare della Negroneria di via San Bernardo è d’accordo con i colleghi: “Da anni si prova a spostare la movida e nessuno ci è riuscito. Infatti non bisogna spostarla bensì dare regole precise e sensate, e soprattutto farle rispettare”.

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