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Le indagini

Morte di Camilla, dalla prima tac senza contrasto al ricovero a Lavagna: i sintomi furono sottovalutati?

Domattina l'autopsia sul corpo della 18enne morta per trombosi a due settimane dal vaccino Astrazeneca

camilla GA

Genova. Perché all’ospedale di Lavagna, dove Camilla Canepa si era recata per la prima volta il pomeriggio del 3 giugno insieme ai genitori lamentando mal di testa e una forte fotosensibilità i sanitari non fanno alla ragazza una tac con contrasto pur decidendo di tenerla in osservazione dopo aver rilevato le piastrine molto basse e l’assunzione di due potenti estrogeni? Una tac con contrasto avrebbe probabilmente rivelato i segni premonitori di una trombosi al seno cavernoso che la tac senza contrasto che era stata eseguita non è stata in grado di vedere.

E perché quando i famigliari di Camilla la sera del 4 agosto, 24 ore dopo che la ragazza era stata dimessa, chiamano l’ambulanza viene deciso di trasportarla di nuovo all’ospedale di Lavagna e non direttamente al San Martino, certamente più attrezzato e specializzato? Risparmiare tempo quella sera avrebbe consentito di salvare la vita della 18enne?

Sono alcuni dei dubbi degli investigatori che indagano su una morte che fa paura e rabbia tanto da aver portato il Cts a vietare di fatto la somministrazione di Astrazeneca a chi ha meno di 60 anni anche per i richiami. Stamattina i carabinieri del Nas hanno consegnato al sostituto procuratore Stefano Puppo le cartelle cliniche degli ospedali di San Martino e Lavagna insieme alla scheda di anamnesi che Camilla aveva compilato il 25 maggio all’hub vaccinale di Sestri levante, dove si era vaccinata volontariamente.

Al momento non ci sono indagati, dicono dalla Procura, ma l’inchiesta è appena all’inizio. Domattina sul corpo di Camilla sarà eseguita l’autopsia da parte dei consulenti della procura Luca Tajana e Franco Piovella. Ma i quesiti saranno molti a cominciare dall’interazione con i due farmaci ormonali (Progynova e Dufaston) che, si è appreso, Camilla ha cominciato ad assumere dopo aver fatto il vaccino. Possono aver scatenato la trombosi a pochi giorni dalla vaccinazione? E chi ha prescritto i farmaci a Camilla sapeva che era stata vaccinata? O erano stati prescritti prima?.

L’altro mistero riguarda la piastrinopenia autoimmune famigliare da cui la 18enne sarebbe stata affetta secondo la relazione consegnata dall’ospedale di Lavagna al San Martino al momento del trasferimento in codice rosso la notte tra il 5 e il 6 giugno. I famigliari hanno detto che la ragazza non era malata: di quella malattia non sapevano nulla. E Camilla nella scheda di anamnesi compilata al momento della vaccinazione non segnala in effetti nulla che potesse far pensare a una malattia del sangue. Nei prossimi giorni la Procura potrebbe ascoltare il medico di base della ragazza e lo specialista che gli ha prescritto il farmaci.

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