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Informazioni scarse

Mix di vaccini, l’Ema prende tempo: “Pochi dati per esprimere una raccomandazione”

"Sulla base delle esperienze del passato sembra una strategia che può essere impiegata, ma su quelli Covid-19 ci sono prove limitate ed è importante raccogliere maggiori informazioni"

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Bruxelles. “Sulla base delle esperienze del passato”, mischiare vaccini “sembra una strategia che può essere impiegata, ma su quelli Covid-19 ci sono prove limitate ed è importante raccogliere maggiori informazioni e monitorare con attenzione”. Così Marco Cavaleri dell’agenzia europea del farmaco (Ema).

“Da una prospettiva dell’Ema non è facile in questa fase esprimere una netta raccomandazione” sul mix di vaccini Covid, “anche perché non è chiaro se la compagnia abbia interesse a chiedere l’autorizzazione per aggiungere informazioni sul prodotto”. Ma non appena avremo più dati, ad esempio dallo studio britannico, valuteremo se fare una dichiarazione sul mix”.

Il vaccino di AstraZeneca, ricorda l’Ema, “è stato approvato nell’Ue sulla base della somministrazione di due dosi, e perciò in principio, in base alle informazioni sul prodotto, è da somministrare una seconda dose in un intervallo tra quattro e dodici settimane”. Se un Paese per un numero di ragioni “vuole fare un mix con un vaccino MRna” sta al Paese decidere. “Sulla base delle prove che abbiamo questo non è problematico, ma il livello di prove è basso e perciò occorre restare vigili”.

Sul tema del mix di vaccini oggi il governatore della Liguria Giovanni Toti aveva confermato la piena adesione alle raccomandazioni nazionali. “Non sono un virologo e neppure un esperto vaccini, mi attengo a quello che dice il Cts anche se ci ha fatto fare qualche curva di troppo – ha detto il governatore a ‘Un giorno da pecora’ su Radio1 – L’unico modo per essere seri è dire che se lo dicono Aifa, Ema, Cts, ministero della Salute e Iss, noi diciamo come Garibaldi ‘obbedisco’. In Liguria le nostre aziende sanitarie hanno recepito una circolare del ministero Salute che dice questo, non vedo come potrei disconoscerla con una tesi diversa. Da cosa sarebbe suffragata?”.

Ma il mix di vaccini sta indubbiamente creando timori tra chi deve fare la seconda dose di vaccino e sono molti coloro che dopo la prima dose di Astrazeneca ora non si fidano del mix o della sua efficacia: alcuni rinunciano, altri fanno il sierologico per conoscere il numero di anticorpi presenti e se sono alti rinviano il richiamo a tempi migliori.

Occore ricordare che Astrazeneca in Italia non viene più somministrato in via precauzionale a chi ha meno di 60 anni, nonostante gli studi abbiamo dimostrato che i rari episodi di trombosi si siano verificati dopo la prima dose e mai dopo la seconda.

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