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Attivismo

Lagaccio, i volontari ripuliscono le aiuole ‘dimenticate’ dell’ex caserma Gavoglio

Vincenzo Palomba, promotore dell'iniziativa: "Il volontariato unito alla buona programmazione dell'amministrazione può fare la differenza"

pulizia aiuole Gavoglio

Genova. Più di venti sacchi della spazzatura riempiti di erbe infestanti raccolte dalle aiuole e dai passaggi pedonali: questo il “bottino” della mattinata di attivismo che ha i cittadini per la pulizia degli spazi verdi davanti alla ex caserma Gavoglio del Lagaccio.

L’iniziativa, promossa dal Municipio I centro est e l’associazione Anglad, ha visto la partecipazione di diversi volontari, uniti dall’intento di rendere più decoroso e vivibile un angolo spesso troppo trascurato del quartiere: “Questo format – spiega Vincenzo Palomba, consigliere municipale di Linea Condivisa e promotore dell’iniziativa – che prevede il coinvolgimento attivo dell’associazionismo in un contesto istituzionale, non deve essere vissuto come una sconfitta delle capacità di intervento dell’ente pubblico ma come un’opportunità di riappropriazione dei propri spazi e del loro decoro attraverso l’esperienza diretta, in questo caso, del diserbo”.

“Nel quartiere del Lagaccio esiste un grosso fermento associativo – spiega – con esempi pioneristici come il Centro Polivalente Lagaccio “Giovanni Scrivani”, una casa di quartiere ante litteram, e l’esperienza del coordinamento delle associazioni del quartiere, portavoce di istanze del territorio con il livello politico comunale. Il problema delle piante infestanti riguarda una gran parte del nostro municipio, le segnalazioni da parte della cittadinanza sono continue e purtroppo, come municipio, non riusciamo a soddisfare tutte le richieste; bisogna quindi essere creativi e parlando con l’ufficio del verde abbiamo pensato di mettere a disposizione i volontari di un’associazione -in questo caso Anglad- per svolgere un lavoro di utilità pubblica”.

“E’ chiaro che il volontariato messo a disposizione dall’associazionismo non potrà essere risolutivo della problematica – conclude Palomba – ma, individuati i bisogni, questa forma di cittadinanza attiva abbinata ad una buona programmazione degli uffici tecnici e a un’attenta regia politica potrà fare la differenza nel miglioramento del decoro dei nostri quartieri e il decoro è una conquista per tutti”.

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