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La Liguria si è svegliata in “zona bianca”: in sette mesi ha cambiato colore 20 volte

Da oggi niente più coprifuoco e limiti orari per ristoranti e altre attività. Restano l'obbligo della mascherina e il divieto di assembramenti

movida

Genova. Da novembre a oggi la Liguria è stata la regione italiana a cambiare colore il maggior numero di volte, addirittura 20, ma dopo il valzer di rossi, arancioni, gialli finalmente dalla mezzanotte siamo passati in zona bianca.

Un obbiettivo raggiunto grazie a un’incidenza da meno di 20 casi di covid ogni 100mila abitanti – al momento siamo a 14 su 100mila – ma anche grazie ad altri indicatori come il calo di pazienti ospedalieri e del valore dell’Rt.

Da questa sera quindi addio – si spera – al coprifuoco. La Liguria saluterà l’ingresso in zona bianca con un gioco di luci che illuminerà il palazzo di Regione Liguria in piazza De Ferrari a Genova, ma anche il palazzo del municipio di Imperia, il Priamar di Savona e il castello San Giorgio alla Spezia. Le luci si accenderanno a partire dalle 23, quando sarebbe scattato il coprifuoco. Ci sarà anche un accompagnamento musicale.

Che cosa cambia e che cosa non cambia. Le differenza sostanziali riguardando spostamenti, pubblici esercizi e attività. Non c’è più un orario, salvo quelli stabiliti dalle precedenti normative, per chiudere un ristorante o un bar e per servire i clienti. All’esterno, nei dehors, così come all’interno. Dentro, però, ad uno stesso tavolo potranno stare solo fino a 6 persone non conviventi mentre all’esterno non ci saranno limiti di numero, pur restando il divieto di creare assembramenti.

Per quanto riguarda le visite ai parenti e amici, non c’è un liberi tutti definitivo: anche in zona bianca gli spostamenti verso altre abitazioni private sono consentiti fino a un limite di 6 persone oltre i figli minori (anziché le 4 oltre ai figli delle zone gialle). Questo significa che le feste private non potranno superare un certo limite di partecipanti.

Ma con la zona bianca possono tornare ad aprire anche i centri benessere, le terme e le piscine anche al chiuso, le sale convegni, le palestre e gli eventi sportivi al pubblico sia all’esterno sia all’interno, così come le sale giochi e le sale scommesse. Riaprono le discoteche ma non è consentito il ballo.

Sono concessi i matrimoni e altre cerimonie ufficiali come cresime e battesimi ma per prendervi parte – anche in zona bianca – bisognerà essere in possesso dei certificati equivalenti al green pass: almeno una dose di vaccino effettuata da almeno 15 giorni, un tampone molecolare o antigenico negativo, un certificato di guarigione dal covid. Lo hanno confermato recentemente anche ministero della Salute e conferenza delle Regioni.

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