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La proposta

Il sindaco Bucci vuole intitolare una via a Maciste, il camallo che fu divo del cinema

Bartolomeo Pagano era un lavoratore del porto di Genova protagonista di moltissimi film tra il 1914 e il 1929. Il fascismo ne fece uno dei simboli del superuomo

Generico giugno 2021

Genova. Una via o una piazza intitolata a Bartolomeo Pagano, il camallo genovese diventato famoso al cinema come Maciste e protagonista di tantissimi film dal 1914 al 1929.

Lo ha annunciato il sindaco Marco Bucci, intervenuto alla sala ‘Luigi Rum’ in Compagnia Unica dove il giornalista e scrittore Massimo Minella ha raccontato la storia di Maciste contro Cimaste. Due “camalli” del porto, uno di Genova l’altro della Spezia, diventati nella vita due attori del cinema muto: Bartolomeo Pagano e Umberto Guarracino, in arte Cimaste.

“La nostra città – ha spiegato il sindaco – deve rendere omaggio a chi ha portato il nome di Genova in giro per il mondo. E Bartolomeo Pagano lo ha fatto. La nostra città sta vivendo un momento di cambiamento dal punto di vista della riqualificazione urbana e auspico che da parte dei consiglieri comunali arriva la proposta per intitolare a Maciste’ qualcosa di importante.

Fra le ipotesi possibili un punto della nuova viabilità che nascerà dai progetti di rigenerazione urbana del Waterfront Levante e del parco del Ponte.

Bartolomeo Pagano fu uno degli attori cinematografici italiani più pagati degli anni venti, riuscendo a percepire fino a 600mila lire l’anno. Si fece conoscere anche all’estero per i suoi ruoli di eroe, di forzuto coraggioso e di gigante buono, soprattutto in Francia e Germania, dove girò diversi film riscuotendo notevole successo. Inoltre, il fascismo ne esaltò le gesta e lo considerò simbolo e vera figura del superuomo da emulare.

La sua carriera da attore iniziò nel 1913 quando il regista e produttore cinematografico Giovanni Pastrone, direttore generale dell’Itala Film di Torino, bandì un concorso per selezionare l’interprete di Maciste (personaggio creato assieme a D’Annunzio) nel suo Cabiria del 1914. In questo concorso a cui parteciparono 50 concorrenti provenienti da ogni parte d’Italia, fu scelto proprio Pagano.

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